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COMUNICATO STAMPA 23 settembre 2003 APPROVATO ALL'UNANIMITÀ LO STATUTO DEL MEIC
23 Settembre 2003
Per la prima volta, dopo 70 anni di storia, il MEIC ha un suo Statuto:
16 articoli approvati all’unanimità dai quasi 200 delegati riuniti
dal 19 al 21 settembre ad Assisi per l’assemblea nazionale
straordinaria. Unito in “comune ispirazione ideale con l’Azione
Cattolica”, il MEIC si propone di “coltivare” due attenzioni
prioritarie così enunciate nel Preambolo dello Statuto: “L’impegno
teologico, per una fede che cerca, che pensa, che riflette” e il
“senso della cittadinanza, nella fondazione di una coscienza civile e
politica attenta a corrispondere alle esigenze e ai doveri di una
buona società in cui vivere”. Intervenuto a conclusione dei lavori,
il presidente nazionale, Renato Balduzzi ha così commentato: “Il
dibattito serrato che ha animato queste giornate ha mostrato come il
nostro Movimento sia animato da un sentire comune che supera le
nostre diversità e che ha portato all’approvazione unanime del nuovo
Statuto. Se dovessi indicare due valori che sono alla base di questa
nostra Carta non potrei che indicare quelli dell’umiltà e della
fermezza che hanno da sempre caratterizzato la vita e l’azione del
MEIC”.
L’assemblea nazionale ha inoltre approvato la seguente mozione: “Il
MEIC sente il dovere di invitare i cattolici, ovunque collocati
politicamente, ad esercitare una vigilanza attiva per la difesa delle
istituzioni democratiche e dei valori sanciti dalla Parte prima della
vigente Carta Costituzionale, alla cui elaborazione un alto
contributo hanno offerto studiosi e politici di ispirazione
cristiana; invita i credenti ad adempiere tutti i doveri di
cittadinanza, testimoniando la loro fede nel rifiuto di qualsiasi
acritico appiattimento rispetto ad ogni forma di potere non orientato
al bene comune; sollecita a mantenere rigoroso e responsabile il
livello del dibattito pubblico e della vita istituzionale e civile,
in un momento nel quale si presentano a rischio le condizioni
essenziali dell’agorà democratica. Auspica che su questa problematica
nel mondo ecclesiale si apra un franco, ampio ed argomentato
confronto, secondo il metodo di un esigente discernimento
comunitario”.



