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«Decreto Gelmini senza linea pedagogica», dura mozione del Meic

26 Ottobre 2008

L'assemblea approva anche un testo per chiedere diritti più accessibili per gli immigrati

Tra le mozioni approvate nell'ultima giornata dell'assemblea del Meic, una boccia senza appello i decreti Gelmini. «I contenuti non sembrano essere il frutto di un chiaro e coerente disegno pedagogico», si legge nel testo approvato, e «non manifestano alcuna finalità educativa, salvo che si consideri l’educazione come equivalente ad una più dura disciplina, e la valutazione degli studenti come identica ad una semplice assegnazione di voti numerici». Un “no” deciso anche ai tagli («spendere meno non è spendere meglio») e alle classi-ponte per immigrati («condurrebbero a risultati opposti rispetto all’obiettivo dell’integrazione e della cittadinanza»). Il Meic chiede perciò il ritiro immediato dei decreti e la loro trasformazione «in un disegno di legge da sottoporre alla discussione del Parlamento e ad un ampio dibattito nella scuola e nella società civile» senza consultare le quali le riforme non sono possibili.

Una seconda mozione chiede più diritti per «i nuovi cittadini», gli stranieri presenti nel nostro paese: possibilità del voto alle elezioni locali, acquisizione semplificata della cittadinanza, sollecitando un «ripensamento dell’identità nazionale non solo come eredità del passato, bensì come progetto rivolto al futuro e capace di includere quanti vivono e lavorano nel nostro Paese, realizzando per tutti un equilibrato sistema di diritti e di doveri».

In chiusura via libera anche a un terzo testo, dedicato al rilancio del Sud e promozione di una cultura della legalità.