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COMUNICATO STAMPA 20 settembre 2003 CASAVOLA: "RIAPRIAMO IL DIBATTITO SULLE PROFESSIONI"

20 Settembre 2003

“La professione è una forma di affermazione della persona”, ha sottolineato Casavola nel suo intervento e ha ricordato: “Le generazioni dei nostri padri usavano dire: io sono medico, avvocato o professore; non come usiamo noi oggi: faccio il medico o l’avvocato o il professore. L’essere al fare sta come l’identità personale all’oggetto di una prestazione staccati da se stessi. La massima semplificazione, qui è il nodo della crisi delle professioni. La persona ne è sempre più fuori e non solo la persona del professionista, ma anche la persona del destinatario dell’opera sua. Le cause di tale depersonalizzazione della relazione professionale sono almeno quattro: la prevalente motivazione alla professione, per una promozione di status; il mercato delle professioni nelle grandi concentrazioni urbane, la specializzazione tecnicistica delle prestazioni professionali, la perdita di eticità delle professioni intellettuali”. Tuttavia, ha precisato il presidente dell’Enciclopedia Italiana, “eticità non è solo deontologia, non è solo onestà intellettuale e morale. E’ consapevolezza degli effetti sociali del proprio agire personale. Attraverso il servizio individualizzato nel cliente la società ricava un beneficio o un danno? E’ sempre bastevole la prestazione resa oppure occorre accompagnarla con un’attività parallela di impegno pubblico, nelle istituzioni, nell’associazionismo?” “Se l’impegno pubblico – ha concluso Casavola - non costituisse una professione a sé stante, ma un compito e una vocazione scaturiti dalla concretezza delle esperienze professionali, il nostro mondo sarebbe meno fratturato tra competenti e incompetenti, tra altruisti utopici ed egoisti pragmatici, tra intellettuali astratti e intellettuali astuti. Ma per restituire alle professioni la dignità di una guida della società, si deve aprire un dibattito capillare e continuo in ogni luogo sociale dalle università ai club privati, dalla chiesa al mondo dei media. E’ indispensabile che questa risorsa del sapere operativo non vada dispersa nelle logiche deresponsabilizzanti dell’individualismo di massa”. Raccogliendo questo invito, l’assemblea nazionale del MEIC ha lanciato un appello per riprendere la discussione parlamentare sulla legge di riforma delle professioni. Tra l’altro, l’appello invita il legislatore a valutare l’opportunità, di istituire “un’Autorità garante delle professioni e della professionalità, non per sostituirsi agli Ordini, ai Collegi e alle Associazioni professionali e nemmeno per esercitare su di essi una funzione tutoria, ma quale momento di garanzia e di equilibrio tra le diverse professioni e dunque presidio e tutela a un tempo per i professionisti e per i cittadini”. Ufficio stampa: Ignazio Ingrao, t. 06.6861867/ 333.7202805