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COMUNICATO STAMPA
16 Gennaio 2005
“Con l’ammissione di quattro quesiti e la bocciatura del referendum
abrogativo della legge sulla procreazione medicalmente assistita, la
Corte costituzionale ha confermato l‘orientamento della sua
precedente giurisprudenza. Non si può certo parlare di sentenza
politica”. E’ il commento di Renato Balduzzi, professore ordinario
di
Diritto costituzionale nell’Università degli studi di Genova e
presidente nazionale del Meic, alla decisione della Corte
costituzionale in merito all’ammissibilità dei referendum sulla
legge
40.
“Il giudizio della Corte – spiega Balduzzi – si è limitato a valutare l’ammissibilità dei referendum. Ma qualora alla consultazione referendaria dovesse partecipare il quorum degli elettori richiesto e dovessero prevalere i sì, la legge così modificata risulterebbe esposta a molteplici vizi di costituzionalità (tutela della salute, diritti della famiglia e tutela giuridica e morale del figlio). Sarebbe importante che il Legislatore e i cittadini che saranno chiamati alle urne tenessero ben presente questo rischio”. Alla luce di queste riflessioni, il presidente del Meic osserva che “sarebbe auspicabile un intervento del parlamento per modificare la legge ed evitare la consultazione referendaria a condizione che tutte le posizioni dei diversi schieramenti siano tenute in debita considerazione”.
Balduzzi auspica infine che “i cittadini siano correttamente informati sui diversi termini del problema affinché possano pronunciarsi consapevolmente in ciascuno dei diversi modi di espressione della volontà popolare che il referendum consente, ivi compresa l’astensione dalle urne”.
Sul tema della procreazione medicalmente assistita il congresso nazionale del Meic, svoltosi a Roma dal 21 al 23 ottobre scorso, ha approvato un documento che ribadisce l’importanza della tutela della vita umana fin dal concepimento e auspica che tale principio “possa essere di efficace orientamento sia nel caso si giunga alla celebrazione dei referendum, sia che si proceda a modificare la legge stessa”.
“Il giudizio della Corte – spiega Balduzzi – si è limitato a valutare l’ammissibilità dei referendum. Ma qualora alla consultazione referendaria dovesse partecipare il quorum degli elettori richiesto e dovessero prevalere i sì, la legge così modificata risulterebbe esposta a molteplici vizi di costituzionalità (tutela della salute, diritti della famiglia e tutela giuridica e morale del figlio). Sarebbe importante che il Legislatore e i cittadini che saranno chiamati alle urne tenessero ben presente questo rischio”. Alla luce di queste riflessioni, il presidente del Meic osserva che “sarebbe auspicabile un intervento del parlamento per modificare la legge ed evitare la consultazione referendaria a condizione che tutte le posizioni dei diversi schieramenti siano tenute in debita considerazione”.
Balduzzi auspica infine che “i cittadini siano correttamente informati sui diversi termini del problema affinché possano pronunciarsi consapevolmente in ciascuno dei diversi modi di espressione della volontà popolare che il referendum consente, ivi compresa l’astensione dalle urne”.
Sul tema della procreazione medicalmente assistita il congresso nazionale del Meic, svoltosi a Roma dal 21 al 23 ottobre scorso, ha approvato un documento che ribadisce l’importanza della tutela della vita umana fin dal concepimento e auspica che tale principio “possa essere di efficace orientamento sia nel caso si giunga alla celebrazione dei referendum, sia che si proceda a modificare la legge stessa”.
Per informazioni: ufficio stampa tel. 06.6861867 – 333.7202805



