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Sulla via di Camaldoli
27 Ottobre 2008
Un primo bilancio della X Assemblea (articolo pubblicato su Dialoghi.net
- clicca qui)
di Simone Esposito
Un “rinnovato umanesimo cristiano”: al termine di tre anni di
cammino
il Meic riparte con un obiettivo vertiginosamente alto, ma anche
straordinariamente necessario.
L’assemblea nazionale, che si è chiusa domenica, ha approvato a
larghissima maggioranza quel “Documento Camaldoli” risultato del
percorso triennale che il movimento degli intellettuali di Azione
cattolica ha affrontato con il contributo di tutti i suoi gruppi
locali, dei suoi tanti amici e della loro esperienza nelle
professioni
e nell’università, con l’aiuto importante dei ragazzi della Fuci e
della comunità monastica di Camaldoli. Proprio dall’eremo toscano si
è
voluto ripartire, e da quel “Codice” che sessant’anni fa segnò la
via
della ricostruzione democratica e costituzionale dell’Italia
annientata dalla guerra e dal fascismo. A scrivere quelle pagine di
grande storia politica e civile furono allora i Laureati cattolici:
i
loro eredi, più di mezzo secolo dopo, hanno provato con umiltà a
seguirne il metodo per elaborare riflessioni e progetti per un paese
stanco, spesso diviso, sicuramente bisognoso di cambiare per
guardare
al futuro.
Tra le righe del “Documento Camaldoli”, sintesi di un “Rapporto” più
ampio che sarà pubblicato a breve, le proposte sono tante: un nuovo
patto sociale di cittadinanza, democrazia partecipativa, riforme
perché il lavoro recuperi il primato sul capitale, investimenti e
non
tagli per la scuola e l’università, politiche fiscali fondate sulla
nozione di capacità contributiva, Tobin Tax, una nuova governance
mondiale con centralità dell’Unione europea, diritto di cittadinanza
più accessibile per gli immigrati, un impegno deciso per la
salvaguardia dell’ambiente anche da parte della Chiesa, una laicità
fondata sul dialogo.
Tante idee che devono camminare sulle gambe di tutti, soprattutto
dei
cristiani: il “rinnovato umanesimo” non può che essere fondato sul
Vangelo. Un impegno per ogni socio del Meic, per ogni membro della
grande famiglia dell’Azione cattolica.



