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Sinodo per l'Africa: Pax Romana, la Chiesa valorizzi i laici per formare la nuova classe dirigente

03 Ottobre 2009

Pubblicato il documento finale del workshop del Movimento internazionale degli intellettuali cattolici. Ai vescovi proposte su alimentazione, giustizia, politica, educazione, parità uomo-donna, globalizzazione


ROMA - Un lavoro più stretto con le associazioni laicali, in particolare quelle che si occupano di formazione e di lavoro, e un impegno per rendere più accessibile l'educazione cattolica alle popolazioni più povere in modo da formare una nuova classe dirigente attenta all'etica pubblica. Sono alcuni degli impegni richiesti ai partecipanti al prossimo Sinodo per l'Africa da oltre cinquanta intellettuali di Pax Romana, laici e religiosi provenienti in gran parte dal continente nero. Oggi, con la pubblicazione di un documento di raccomandazioni sui temi di giustizia, pace e sviluppo, si è concluso un workshop di tre giorni promosso proprio dall'organismo internazionale degli intellettuali cattolici.

Sono molte le indicazioni consegnate all'episcopato che da domani si riunirà in Vaticano per il Sinodo. Il documento affronta i nodi della questione alimentare (si chiede alla Chiesa un sostegno deciso all'agricoltura sostenibile e ai movimenti rurali, che coinvolgono gli strati sociali più poveri), della parità di genere (sistema educativo più accessibile alle donne, per le quali lo studio è ancora un lusso e una concessione, e riequilibrio salariale con i lavoratori maschi), dei diritti umani (protezione dei perseguitati politici e lotta ai regimi autoritari) e della ricerca di una via africana alla globalizzazione, per combattere l'esclusione del continente dalle dinamiche della mondializzazione e per promuovere una condivisione internazionale non solo dell'economia ma anche dei diritti e della solidarietà.

Grande soddisfazione è stata espressa dai partecipanti e dai responsabili internazionali di Pax Romana: l'attesa, adesso, è per la ricezione delle indicazioni da parte dei padri sinodali.