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Cirotto: Continueremo a lavorare per una Chiesa del dialogo
03 Febbraio 2009
Ecco il testo della prima dichiarazione ufficiale del professor
Cirotto come nuovo presidente nazionale del Meic.
Leggo la decisione dei nostri vescovi di confermare la mia elezione
alla presidenza del Movimento ecclesiale di impegno culturale come
una
manifestazione di fiducia sia nella mia persona che nel movimento
che
mi accingo a rappresentare. Non posso allora esimermi dal
manifestare
il mio ringraziamento alla Cei, unito all’assicurazione di un
impegno
senza riserve a servizio della Verità e della nostra Chiesa.
Analoga promessa faccio al movimento che mi ha designato a ricoprire
questo
incarico: intendo proseguire il cammino in continuità con l’opera
dei
miei predecessori e in particolare di Renato Balduzzi, con cui ho
avuto la gioia e il privilegio di poter collaborare durante i sei
anni
della sua presidenza. Al professor Balduzzi va oggi, a conclusione
del suo
servizio valido e generoso, il ringraziamento mio e di tutto il
Meic.
Assumere una tale responsabilità in un movimento che ha portato il
suo significativo contributo al recepimento del Concilio da parte
del
laicato cattolico e, ancor prima, alla stessa costruzione
dell’Italia
democratica – cioè agli eventi fondanti la nostra realtà di Chiesa e
di nazione – acuisce in me quel senso di inadeguatezza che mi è
capitato già di sperimentare alcune volte da vicepresidente. Ma,
come
allora la vicinanza viva e cordiale degli amici del Meic è stata
determinante per riprendere coraggio e determinazione, così anche
ora
alla base della mia accettazione c’è la certezza che non sarò solo a
lavorare.
L’ultima Assemblea nazionale ha trovato il movimento impegnato in un
grande progetto che lo ha coinvolto capillarmente per più di un
biennio, il “Progetto Camaldoli”. I suoi esiti non lasciano dubbi:
il
movimento considera tuttora aperto il cantiere e si attende che i
semi
gettati possano germogliare e fruttificare. Le analisi, le proposte
e
le sfide largamente presenti nei documenti di ciascun ambito
chiedono
di essere sviluppate adeguatamente come nostro contributo
qualificato
al superamento dell’attuale stato di crisi. Questa è la sfida con la
quale il movimento chiede di confrontarsi e non può che essere anche
l’impegno primario della nuova presidenza. Sarà il nuovo Consiglio
nazionale, poi, a suggerire le modalità di sviluppo e di attuazione
più opportune.
La più che buona accoglienza del volume “Progetto Camaldoli. Idee
per
la città futura” e le attese che suscita anche in ambienti di solito
tiepidi verso di noi ci fanno sperare nell’apertura di nuovi canali
di
dialogo arricchenti per il movimento e per la Chiesa.



