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Convegno su Lazzati: Cirotto, "Recuperare la sua lezione"
24 Novembre 2009
Giuseppe Lazzati ha compiuto cent'anni ma il suo pensiero è più che
mai attuale. E' stato questo il denominatore comune emerso da tutti
gli interventi del convegno "Lazzati, il Concilio... e noi", che si è
tenuto oggi a Roma. L'iniziativa, promossa da Meic, Azione cattolica,
Fuci, Mieac e Città dell'uomo, era collocata nelle celebrazioni del
centenario della nascita del professore milanese, una delle più
eminenti figure del laicato cattolico del Novecento.
Aprendo il convegno, il presidente del Meic Carlo Cirotto ha ricordato che "Lazzati è vissuto in un difficile periodo di transizione tra un passato che resisteva al crollo e novità che stentavano ad affermarsi come acquisizioni stabili. E' la stessa situazione di oggi. Allora Lazzati attraversò quel tempo mantenendo una fedeltà incondizionata al proprio ideale cristiano. Adesso tocca a noi continuare con lo stile lazziatiano. In particolare, penso, per quanto riguarda il rapporto con la politica e il suo ruolo nella società: dobbiamo proporre una profonda azione culturale di tipo formativo. E' su questo fronte che il Meic si impegna e continuerà a farlo".
Ma sono molte le intuizioni di Lazzati che oggi meritano di essere recuperate. "Sicuramente - secondo Luigi Pizzolato, docente all'Università Cattolica - quella sull'opera dei laici nel mondo, vista non come semplicemente preparatoria all'evangelizzazione, ma già direttamente opera di consacrazione della realtà temporale". "Ponendo come valore centrale la mediazione culturale - precisa Marco Ivaldo (Università di Napoli Federico II) - perché i cristiani sono chiamati a costruire la 'polis' non solo a propria misura, ma a misura di ogni uomo". I lavori del convegno si sono soffermati anche sull'eredità di Lazzati rispetto alla lezione del Vaticano II, della cui stagione il professore fu un protagonista. Per Serena Noceti (Facoltà teologica dell'Italia centrale), "se nella Chiesa sparisce la parola dei laici, viene a mancare una parte necessaria della trasmissione della fede. Questo è uno squilibrio che il Concilio ha denunciato e dal quale Lazzati aveva messo in guardia. Oggi corriamo ancora questo rischio. La risposta è in una formazione di qualità del laicato, che metterebbe anche al riparo dal pericolo di cadere nella religione civile". (comunicato stampa)
Aprendo il convegno, il presidente del Meic Carlo Cirotto ha ricordato che "Lazzati è vissuto in un difficile periodo di transizione tra un passato che resisteva al crollo e novità che stentavano ad affermarsi come acquisizioni stabili. E' la stessa situazione di oggi. Allora Lazzati attraversò quel tempo mantenendo una fedeltà incondizionata al proprio ideale cristiano. Adesso tocca a noi continuare con lo stile lazziatiano. In particolare, penso, per quanto riguarda il rapporto con la politica e il suo ruolo nella società: dobbiamo proporre una profonda azione culturale di tipo formativo. E' su questo fronte che il Meic si impegna e continuerà a farlo".
Ma sono molte le intuizioni di Lazzati che oggi meritano di essere recuperate. "Sicuramente - secondo Luigi Pizzolato, docente all'Università Cattolica - quella sull'opera dei laici nel mondo, vista non come semplicemente preparatoria all'evangelizzazione, ma già direttamente opera di consacrazione della realtà temporale". "Ponendo come valore centrale la mediazione culturale - precisa Marco Ivaldo (Università di Napoli Federico II) - perché i cristiani sono chiamati a costruire la 'polis' non solo a propria misura, ma a misura di ogni uomo". I lavori del convegno si sono soffermati anche sull'eredità di Lazzati rispetto alla lezione del Vaticano II, della cui stagione il professore fu un protagonista. Per Serena Noceti (Facoltà teologica dell'Italia centrale), "se nella Chiesa sparisce la parola dei laici, viene a mancare una parte necessaria della trasmissione della fede. Questo è uno squilibrio che il Concilio ha denunciato e dal quale Lazzati aveva messo in guardia. Oggi corriamo ancora questo rischio. La risposta è in una formazione di qualità del laicato, che metterebbe anche al riparo dal pericolo di cadere nella religione civile". (comunicato stampa)



