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Guardiamo sopra il sole
04 Febbraio 2007
Pubblichiamo la prima lettera pastorale dell'arcivescovo di
Oristano,
mons. Ignazio Sanna, già assistente nazionale del Meic dal 2000 al
2006, rinnovandoGli l'affetto e la gratitudine del Movimento.
La lettera è stata consegnata al termine del Convegno ecclesiale: “Da Verona ad Oristano... parlare con” (Oristano, 27-28 gennaio 2007),ad appena 7 mesi dalla sua consacrazione e insediamento in diocesi, affinché risvegli nei fedeli della diocesi il senso della appartenenza ecclesiale e, vinta ogni forma di rassegnazione, si aprano con un sì deciso alla fiducia, al futuro, a voler sperimentare nuovi percorsi.
È forte, infatti, oggi come ai tempi di Giona, la tentazione di lasciarsi prendere dallo scoraggiamento, di guardare sotto e non sopra il sole per ripetersi e (quasi) convincersi che dinanzi alle attuali sfide non ci sia nulla da fare, “quasi lasciando che la vita trascorra da sola”. Mons. Ignazio, invece, ripete che nell’oggi e nel dove del mondo, il discepolo di Cristo è chiamato a scorgere l’autentico volto di Dio che è Padre e al contempo è invitato a scoprire nel volto dell’uomo quello di Cristo, fattosi Figlio e donatoci come fratello, risposta ultima alla domanda di significato esistenziale. Nella parte finale della lettera, il nuovo pastore della diocesi spinge tutti con determinazione e grinta a riscoprire la esigenza della missione, così da intraprendere il cammino che conduce a guardare in alto, sopra il sole. Tre i percorsi operativi indicati per vincere la rassegnazione: la costituzione di un Osservatorio Diocesano Socio-Pastorale per prendere coscienza della realtà religiosa, sociale, economica, politica, nella quale siamo chiamati a rendere ragione della nostra speranza; un Centro Culturale Diocesano, per pensare la fede, individuare metodo e contenuti dell’annuncio, dare voce al patrimonio di spiritualità e di storia della comunità ecclesiale e infine la promozione della Pastorale Giovanile, per individuare, formare e incoraggiare i protagonisti principali dell’annuncio di speranza, gli operatori di pace e di carità.
La lettera è stata consegnata al termine del Convegno ecclesiale: “Da Verona ad Oristano... parlare con” (Oristano, 27-28 gennaio 2007),ad appena 7 mesi dalla sua consacrazione e insediamento in diocesi, affinché risvegli nei fedeli della diocesi il senso della appartenenza ecclesiale e, vinta ogni forma di rassegnazione, si aprano con un sì deciso alla fiducia, al futuro, a voler sperimentare nuovi percorsi.
È forte, infatti, oggi come ai tempi di Giona, la tentazione di lasciarsi prendere dallo scoraggiamento, di guardare sotto e non sopra il sole per ripetersi e (quasi) convincersi che dinanzi alle attuali sfide non ci sia nulla da fare, “quasi lasciando che la vita trascorra da sola”. Mons. Ignazio, invece, ripete che nell’oggi e nel dove del mondo, il discepolo di Cristo è chiamato a scorgere l’autentico volto di Dio che è Padre e al contempo è invitato a scoprire nel volto dell’uomo quello di Cristo, fattosi Figlio e donatoci come fratello, risposta ultima alla domanda di significato esistenziale. Nella parte finale della lettera, il nuovo pastore della diocesi spinge tutti con determinazione e grinta a riscoprire la esigenza della missione, così da intraprendere il cammino che conduce a guardare in alto, sopra il sole. Tre i percorsi operativi indicati per vincere la rassegnazione: la costituzione di un Osservatorio Diocesano Socio-Pastorale per prendere coscienza della realtà religiosa, sociale, economica, politica, nella quale siamo chiamati a rendere ragione della nostra speranza; un Centro Culturale Diocesano, per pensare la fede, individuare metodo e contenuti dell’annuncio, dare voce al patrimonio di spiritualità e di storia della comunità ecclesiale e infine la promozione della Pastorale Giovanile, per individuare, formare e incoraggiare i protagonisti principali dell’annuncio di speranza, gli operatori di pace e di carità.




Guardiamo sopra il sole