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Firenze 26 maggio
27 Maggio 2007
Il Presidente del Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale (MEIC),
Renato Balduzzi, ha partecipato ai lavori della Conferenza di
Firenze
sulla Famiglia ed è stato relatore della sessione Famiglia e
Diritti.
Di seguito riportiamo una sua dichiarazionealla domanda :”Che cosa dice questa conferenza agli intellettuali cattolici?”
"Questa conferenza ha segnato l'avvio di un cambiamento di mentalità profondo in ordine alla famiglia. In primo luogo sul rapporto tra il diritto e la famiglia, perché è stata superata l'impostazione che vedeva nell'intervento dei pubblici poteri il più grande pericolo per la famiglia.
Oggi i pericoli provengono da altri luoghi: da come sono organizzati lavoro e sistema formativo e dal mondo spesso virtuale dei mass media.
Un intervento legislativo sulla famiglia è oggi non un pericolo ma una tutela. Un secondo cambiamento culturale ancora più incisivo è quello di affiancare alla considerazione dei diritti nella famiglia – cioè i diritti dei singoli componenti – la considerazione dei diritti della famiglia, che è qualcosa di più della somma dei singoli componenti.
Da questi due cambiamenti deriva la possibilità di politiche per la famiglia che siano al tempo stesso politiche con la famiglia, cioè capaci di riconoscere la soggettività della famiglia e altresi' valorizzare il ruolo dell'associazionismo familiare.
Su questi temi la conferenza è stata unanime e questo significa dal mio punto di vista che un grande passo di attenzione alla famiglia è stato compiuto da parte di culture che avevano in precedenza delle resistenze a considerare decisivo il ruolo della famiglia.
Per quelli come gli intellettuali cattolici, per i quali il modello costituzionale di famiglia ha sempre significato molto, questa apertura da parte di altre culture rafforza ancora di più l'esigenza di proporre una visione della famiglia e delle sue politiche che non escluda il riconoscimento di diritti e doveri delle persone che vivono in situazioni che familiari non sono".
Uff. stampa: 347-3504311
Di seguito riportiamo una sua dichiarazionealla domanda :”Che cosa dice questa conferenza agli intellettuali cattolici?”
"Questa conferenza ha segnato l'avvio di un cambiamento di mentalità profondo in ordine alla famiglia. In primo luogo sul rapporto tra il diritto e la famiglia, perché è stata superata l'impostazione che vedeva nell'intervento dei pubblici poteri il più grande pericolo per la famiglia.
Oggi i pericoli provengono da altri luoghi: da come sono organizzati lavoro e sistema formativo e dal mondo spesso virtuale dei mass media.
Un intervento legislativo sulla famiglia è oggi non un pericolo ma una tutela. Un secondo cambiamento culturale ancora più incisivo è quello di affiancare alla considerazione dei diritti nella famiglia – cioè i diritti dei singoli componenti – la considerazione dei diritti della famiglia, che è qualcosa di più della somma dei singoli componenti.
Da questi due cambiamenti deriva la possibilità di politiche per la famiglia che siano al tempo stesso politiche con la famiglia, cioè capaci di riconoscere la soggettività della famiglia e altresi' valorizzare il ruolo dell'associazionismo familiare.
Su questi temi la conferenza è stata unanime e questo significa dal mio punto di vista che un grande passo di attenzione alla famiglia è stato compiuto da parte di culture che avevano in precedenza delle resistenze a considerare decisivo il ruolo della famiglia.
Per quelli come gli intellettuali cattolici, per i quali il modello costituzionale di famiglia ha sempre significato molto, questa apertura da parte di altre culture rafforza ancora di più l'esigenza di proporre una visione della famiglia e delle sue politiche che non escluda il riconoscimento di diritti e doveri delle persone che vivono in situazioni che familiari non sono".
Uff. stampa: 347-3504311



