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E adesso si affronti con coraggio la questione del fine vita

11 Febbraio 2009

di Carlo Cirotto
presidente nazionale del Meic


Ora che Eluana è morta ci sentiamo sciolti dalla consegna del silenzio che ci eravamo dati. Il "caso Englaro", infatti, è esploso nella nostra vita sociale ed ecclesiale con impatto talmente dirompente, e per certi versi devastante, che l’unica, saggia decisione ci è apparsa quella di rimanere in silenzio e in preghiera. In pieno accordo con lo stesso segretario generale della Cei, monsignor Crociata.
Ora auspichiamo che il clamore si quieti e che la morte della povera donna sia di stimolo ad affrontare con pacatezza e, per quanto possibile, con ritrovata volontà di concordia, i problemi di fine vita sia a livello di approfondimento culturale che di dibattito e decisione politica.
E’ tempo infatti che si affrontino con coraggio simili questioni, consapevoli che se pure lo sviluppo della scienza potrà contribuire al loro superamento, è quasi certo tuttavia che ne genererà sempre di nuove.
Il Meic si sente direttamente interpellato ed è pronto a raccogliere la sfida sia promuovendo il dibattito in campo bioetico sia agendo da stimolo all’iniziativa legislativa.