Menu principale
In evidenza
Newsletter
Area riservata
"Un contributo alla politica vera"
30 Gennaio 2009
Presentato ieri a Roma il "Progetto Camaldoli"
"Il nostro è un contributo alla politica, quella grande e vera, non
quella spicciola, per far convivere, nella pratica, diverse concezioni
di fini etico-sociali". Renato Balduzzi, presidente nazionale del
Meic, sintetizza così il senso di "Progetto Camaldoli. Idee per la
città futura", il volume curato proprio dal movimento degli
intellettuali cattolici e pubblicato da Studium.
Il testo raccoglie le idee e le proposte del Movimento sui temi della
bioteca, della cittadinanza, dell'economia e del lavoro,
dell'ambiente. La pubblicazione richiama nel titolo e nelle intenzioni
il celebre "Codice di Camaldoli", opera dei Laureati di Azione
cattolica (progenitori del Meic), e chiude un percorso di
approfondimento che ha impegnato il Movimento per oltre due anni,
coinvolgendo un gran numero di esperti e di intellettuali, tutti i
soci e le oltre cento realtà locali dell'associazione.
Nel corso della presentazione di ieri sera a Roma, Balduzzi ha
sottolineato la necessità del dialogo: "Invece di innalzare ciascuno
la propria bandierina e ribadire la propria posizione, il Meic invita
a ragionare insieme, a partire da un approccio di umanesimo rinnovato.
Chi vorrà raccogliere il nostro invito - si è chiesto il presidente -
fuori dagli steccati ideologici?".
Una prima risposta è arrivata dai relatori intervenuti alla
presentazione. Su tutti, i due vicepresidenti della Camera Maurizio
Lupi e Rosy Bindi. Che hanno ammesso di avere alle spalle storie e
culture diverse ma hanno cercato di trovare punti di convergenza. Per
Lupi "questo è il tempo di ricostruire, di approfittare della crisi
per tornare al cuore delle questioni che interessano il Paese". Bindi
non dà per scontato che l'esito della crisi sarà positivo ("non è
detto che ne usciremo migliorati, dipende anche da chi ci guida"), ma
giudica "importante che gli intellettuali cattolici abbiamo voluto
rifare proprio oggi, come sessant'anni fa, la fatica di Camaldoli. E'
un passo importante verso la nascita di quella 'nuova generazione di
laici cattolici impegnati in politica' auspicata da Benedetto XVI, per
la quale serve un grande impegno formativo del mondo cattolico".
E il Meic, ha ribadito Balduzzi nelle conclusioni, non teme di
impegnarsi: "Sappiamo di essere stati un pezzo di storia italiana, e
vogliamo continuare ad esserlo, mettendo insieme cattolicesimo e
democrazia, senza arroganza, senza ipocrisie, traendo ispirazione
dalla propria fede ma senza esclusivismi".




L'articolo di ''Avvenire'' sulla presentazione (30/01/2009)