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Il documento programmatico del Meic per il triennio 2009-2011
16 Febbraio 2009
Le linee-guida approvate dal Consiglio nazionale del 14-15
febbraio 2009
Il Consiglio Nazionale del Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale
(MEIC), riunito a Roma nei giorni 14 e 15 febbraio 2009, nel ricordo
del generoso impegno del Prof. Renato Balduzzi che da pochi giorni
ha
lasciato la presidenza del Movimento, identifica nei seguenti punti
programmatici le linee guida della propria attività per il triennio
2009-2011:
1. La significativa ed intensa attività svolta a livello locale, regionale e nazionale intorno al “Progetto Camaldoli” fanno di questo documento un condiviso ed irrinunciabile riferimento per l’attività di studio, approfondimento e proposta che il Movimento promuoverà sia a livello locale che nazionale, sia nell’attività interna che nei rapporti esterni.
2. Il rafforzamento e la crescita del Movimento per promuovere la dimensione comunionale della Chiesa – in sintonia con il Concilio e il Convegno di Verona – richiede che la partecipazione responsabile alla vita ecclesiale e civile dei singoli soci e dei gruppi continui a crescere. E’ fondamentale far fronte con decisione all’attuale emergenza educativa promuovendo il dialogo all’interno e all’esterno sia con i giovani, che assicurano continuità al Movimento, che con i tiepidi ed anche con coloro che se ne sono allontanati. Un’indagine approfondita sulla storia del Meic in relazione all’80° anniversario di fondazione del Movimento laureati di Azione Cattolica, potrà poi fornire un utile supporto alla valorizzazione del proprio originale contributo alla Chiesa e al Paese, anche per il futuro. L’apertura al futuro sarà assicurata da un impegno di concreta attenzione ai giovani favorendo il dialogo intergenerazionale e l’integrazione.
3. Garanzia della vitale comunione del Movimento con la Chiesa è uno schietto e filiale rapporto con i Vescovi che si deve tradurre in forme sempre autentiche di dialogo e collaborazione. Il Movimento esprime un rinnovato impegno sul piano intellettuale e di fede nello studio e nell’attuazione del Concilio, implementando le relazioni con le altre realtà dell’associazionismo ecclesiale e civile. Sulla scia di una consolidata ed apprezzata tradizione, il Movimento intende incrementare il dialogo ecumenico ed interreligioso.
4. Il Movimento curerà un atteggiamento di apertura, accoglienza e dialogo anche verso le realtà sociali non ecclesiali offrendo il proprio contributo alla soluzione dei problemi che più affliggono la nostra società – l’economia, il lavoro, la cittadinanza, l’ambiente, la questione giovanile e quella meridionale – lasciandosi interpellare dalla dottrina sociale della Chiesa. Non potrà poi non guardare con attenzione alla realtà europea e mondiale alla quale ogni paese è oggi fortemente legato.
1. La significativa ed intensa attività svolta a livello locale, regionale e nazionale intorno al “Progetto Camaldoli” fanno di questo documento un condiviso ed irrinunciabile riferimento per l’attività di studio, approfondimento e proposta che il Movimento promuoverà sia a livello locale che nazionale, sia nell’attività interna che nei rapporti esterni.
2. Il rafforzamento e la crescita del Movimento per promuovere la dimensione comunionale della Chiesa – in sintonia con il Concilio e il Convegno di Verona – richiede che la partecipazione responsabile alla vita ecclesiale e civile dei singoli soci e dei gruppi continui a crescere. E’ fondamentale far fronte con decisione all’attuale emergenza educativa promuovendo il dialogo all’interno e all’esterno sia con i giovani, che assicurano continuità al Movimento, che con i tiepidi ed anche con coloro che se ne sono allontanati. Un’indagine approfondita sulla storia del Meic in relazione all’80° anniversario di fondazione del Movimento laureati di Azione Cattolica, potrà poi fornire un utile supporto alla valorizzazione del proprio originale contributo alla Chiesa e al Paese, anche per il futuro. L’apertura al futuro sarà assicurata da un impegno di concreta attenzione ai giovani favorendo il dialogo intergenerazionale e l’integrazione.
3. Garanzia della vitale comunione del Movimento con la Chiesa è uno schietto e filiale rapporto con i Vescovi che si deve tradurre in forme sempre autentiche di dialogo e collaborazione. Il Movimento esprime un rinnovato impegno sul piano intellettuale e di fede nello studio e nell’attuazione del Concilio, implementando le relazioni con le altre realtà dell’associazionismo ecclesiale e civile. Sulla scia di una consolidata ed apprezzata tradizione, il Movimento intende incrementare il dialogo ecumenico ed interreligioso.
4. Il Movimento curerà un atteggiamento di apertura, accoglienza e dialogo anche verso le realtà sociali non ecclesiali offrendo il proprio contributo alla soluzione dei problemi che più affliggono la nostra società – l’economia, il lavoro, la cittadinanza, l’ambiente, la questione giovanile e quella meridionale – lasciandosi interpellare dalla dottrina sociale della Chiesa. Non potrà poi non guardare con attenzione alla realtà europea e mondiale alla quale ogni paese è oggi fortemente legato.



