[CONGRESSO/5] I cristiani ritornino ad essere infuenti con la profondità del loro pensiero
01 Maggio 2010
Nel pomeriggio tavola rotonda con Casavola, Piron, Giaretta e
Santini sull'essere "sale della terra" nel diritto, nella politica e
nel sindacato
[COMUNICATO STAMPA]
Essere “sale della terra”, da cristiani oggi, nella politica, nel
diritto e nel sindacato: è stata dedicata a questo tema la sessione di
questo pomeriggio del congresso nazionale del Meic. Fino a domani, a
Padova, sono oltre duecento gli intellettuali cattolici riuniti a
discutere di rilevanza pubblica del cristianesimo.
Ad intervenire al dibattito di oggi sono stati autorevoli esponenti
cattolici del mondo istituzionale, politico e sindacale: Franco
Casavola, presidente del Comitato nazionale di bioetica e presidente
emerito della Corte costituzionale, Claudio Piron, assessore alle
politiche scolastiche e giovanili al Comune di Padova, Paolo Giaretta,
senatore e segretario regionale del Partito democratico del Veneto, e
Giorgio Santini, segretario confederale della Cisl.
Il professor Casavola, nel ripercorrere il tema della laicità in
chiave storica, ha rilevato come “proprio perché siamo finalmente
giunti alla fine del dualismo tra Stato e Chiesa (sia in termini di
contrapposizione che della ricerca di egemonia reciproca), la
rilevanza pubblica del cristianesimo esige una consapevolezza dei fini
e dei limiti della legge civile e dei comportamenti sociali e
individuali che derivano dai propri valori e che, in una società
pluralistica, non possono essere imposti dalla legge”.
Provocatorio l'intervento dell'assessore Piron, che ha invitato i
cristiani impegnati nella dimensione pubblica quasi a un esame di
coscienza: “Oggi, nella 'società delle veline', noi cattolici siamo
ancora in grado di distinguersi? Per esempio, quanto siamo stati 'sale
della terra' nel dibattito (qui in Veneto molto acceso) sul fornire
servizi e contributi solo ai cittadini originari del territorio o
residenti da alcuni anni? Davanti a questo 'prima ai nostri, poi, se
avanza, agli altri', davanti ai rischi di un federalismo fiscale
squilibrato a danno delle regioni più povere, davanti al palese clima
di scontro istituzionale, le associazioni cristiane come raccolgono la
sfida? Non possiamo permetterci di andare ognuno per conto proprio ma
trovare punti di partenza comuni per combattere insieme queste
battaglie. La funzione politica della società civile si assolve
insieme”.
“Come cattolici viviamo la stagione difficile del rischio
dell'ininfluenza - ha ammesso il senatore Giaretta -, e questo ci può
indurre ad abbandonare la chiarezza del Vangelo per rifugiarci nella
ricerca della difesa della legge, come fossimo una lobby qualunque.
Invece, bisogna ritrovare una testimonianza fondata sulla profondità
del pensiero. Personaggi come Nino Andreatta, Achille Ardigò, Pietro
Scoppola e Leopoldo Elia ci hanno lasciato in eredità questa capacità
di influenza”.
Coniugare sviluppo umano sostenibile ed etica della responsabilità è
il sentiero sul quale camminare come cattolici secondo Giorgio
Santini: "E' la strada indicata da Benedetto XVI nella Caritas in
veritate per superare una crisi che è più che solo finanziaria". Sul
tema del lavoro, Santini rileva "una incredibile superficialità
nell'affrontare il tema, davanti a cifre spaventose come una
disoccupazione giovanile arrivata quasi al 28% totale, 4 punti in più
dell'anno scorso". Secondo il sindacalista, la sfida è quella "di dare
un nuovo valore al lavoro, che nella società italiana ha perso
completamente la giusta considerazione. La cultura del consumo
sovrasta quella del lavoro, e questo non può essere".
Il congresso si chiuderà domani con gli interventi di Vittorio Prodi,
deputato al Parlamento europeo, Philippe Ledouble, vicepresidente Pax
Romana Europa, Francesco Follo, osservatore permanente della Santa
Sede presso l'Unesco e Godfrey Igwebuike Onah, vicerettore della
Pontificia Università Urbaniana. La conclusione sarà affidata al
presidente Meic Cirotto e al segretario generale della Cei monsignor
Mariano Crociata.




La relazione del senatore Giaretta