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Aversa, gruppo Meic

20 Maggio 2007

Organizzata dal Meic di Aversa in collaborazione con l’Istituto di Scienze Religiose e con il Maria Cristina di Savoia, si è tenuta nell’Auditorium cittadino la conferenza "Il ruolo delle Comunicazioni Sociali per una cittadinanza attiva nella costruzione del Bene Comune".
Un appuntamento che coniuga lo specifico culturale del gruppo Meic – quest’anno impegnato a sviscerare la Dottrina Sociale della Chiesa (DSC) – con la celebrazione della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali che si terrà domenica 20 maggio p.v.
. Se la DSC costituisce la risposta cristiana, dei laici impegnati, dinanzi alle sfide terribili del mondo moderno, le comunicazioni sociali rappresentano il mezzo imprescindibile attraverso cui realizzare questa risposta. «Nel tempo che viviamo infatti »– ha sottolineato Rosaria Capone, presidente del MEIC - «è forte il rischio di relegare il personale rapporto con Dio, alla sfera privata o di culto, senza che essa si incarni nel quotidiano. Difficile, cioè, coniugare insieme Vangelo e vita per la costruzione di una città degna dell’uomo».
Dinanzi alle sfide quali la necessità di un nuovo umanesimo, la frammentazione dei tessuti socio-comunitari, l’appiattimento dell’etica della politica su quella del mercato, e, soprattutto, la crisi della democrazia, comunemente intesa, la questione mediale è un aspetto della crisi ambientale e identitaria che attanaglia la modernità.
«Il problema »– ha proseguito Capone - «ci interpella oltre che come cittadini, quindi ad extra, in riferimento alla costruzione della società, come credenti, quindi ad intra, come responsabili della realtà della Nuova Evangelizzazione».
In tal caso allora la Chiesa non può fermarsi a considerare solo i costi. Se l’Evangelizzazione è una priorità e i media un mezzo imprescindibile, come mai la Diocesi ha chiuso il settimanale diocesano voluto da S.E. mons. Chiarinelli e "ridimensionato" enormemente il sito web che la riguarda?
«La comunicazione» - ha detto F. Mastrofini della Radio Vaticana -«è dimensione che dovrebbe coinvolgere tutte le realtà, quelle ecclesiali in particolar modo, visto l’impegno fondamentale che coinvolge la Chiesa. Non a caso in fatti la CEI ha elaborato un Direttorio sulle Comunicazioni Sociali proprio per sottolineare la priorità che esse hanno nella Nuova Evangelizzazione.»
«Dalla comunicazione dipende gran parte della nostra vita»
- ha sostenuto il prof. Cipriani (presid. Ordine Sociologi) «i cellulari tra qualche anno raddoppieranno, in numero, i cittadini italiani. Gli sms e le mail avranno invaso pressoché totalmente le nostre giornate. Cosa che, nella società della comunicazione ci interroga. Ma quale comunicazione nella Chiesa? Se la comunicazione non è cosa semplice, nella Chiesa è cosa estremamente complessa. La comunicazione serve a motivare, a creare un clima di fiducia, ad orientare, a diversificare i messaggi, specie in riferimento a target differenti di fruitori. Può la Chiesa chiamarsi fuori da queste responsabilità pastorali?»
«Delle parole renderemo conto di fronte ai tribunali della storia, ma dei silenzi renderemo conto davanti al tribunale di Dio»
ha esordito il prof. Angelino, direttore dell’Istituto Diocesano di Scienze Religiose citando gli Atti degli Apostoli.«Non è la difesa dei propri interessi personali » – ha proseguito don Fernando -« ma l’attenzione al "Bene Comune" e la volontà di crescere insieme, che fa di noi dei cittadini ed esprime il nostro essere cristiani. Uscire da soli da una situazione è egoismo, uscirne insieme è politica.»
La citazione di don Milani, ha consentito al prof. Angelino di considerare come sia quasi istintivo per l’uomo afferrare e racchiudere in sé, l’intera realtà riducendola alla propria misura. E come spesso i media si muovano secondo tale logica, incapaci di cogliere le dinamiche profonde che sono dietro tali avvenimenti. Se i media spesso, a livello nazionale e i internazionale, leggono la vita della Chiesa "inforcando occhiali che riducono il campo prospettico", ci si rende ben conto che la responsabilità della Chiesa di starci, e di starci in pienezza, è enorme.
La conferenza, a cui ha partecipato una ricca e composita platea, si è conclusa con un ricco dibattito.