Menu principale
In evidenza
Newsletter
Area riservata
Poppi, 16 dicembre
19 Dicembre 2006
Rievocazione del Codice di Camaldoli a Poppi.
Il presidente nazionale del Meic prof. Renato Balduzzi e il vicepresidente nazionale prof. Carlo Cirotto hanno partecipato sabato 16 dicembre al convegno promosso dal comune di Poppi (AR) sul tema "Agli albori della Costituzione italiana. Il Codice di Camaldoli", con relatori, tra gli altri, Savino Pezzotta, già segretario nazionale Cisl, e il priore camaldolese don Ugo Fossa.
Il convegno si è svolto nello spelendido castelo dei conti Guidi a Poppi (comune al cui interno è ricompreso Camaldoli).
A conclusione del convegno il prof. Balduzzi ha svolto un breve intervento, che riportiamo integralmente.
"Grazie per avermi dato la possibilità, a conclusione di questo bel convegno, di darvi la notizia e di dire qualche parola sul prossimo Congresso del Meic che si svolgerà nei giorni 1-3 giugno proprio a Camaldoli e che sarà l'occasione per avviare una rivisitazione del cosiddetto Codice di Camaldoli. Non è strana l'attenzione del Meic a questo documento, sarebbe anzi strano il contrario, visto che, come i relatori hanno opportunamente ricordato, alle origini del percorso che porterà al Codice sta proprio l'iniziativa del Movimento Laureati di Azione Cattolica. Il Meic, che è il nome che i Laureati cattolici si sono dati a partire dal 1980, ha sempre coltivato questa attenzione, più in retrospettiva che in prospettiva. Ma noi sappiamo che la retrospettiva è indispensabile a una prospettiva. Con i monaci camaldolesi e i giovani della Fuci abbiamo ora avviato un lavoro esplicito di prospettiva, aperto a quanti desiderino camminare con noi nel solco di questa grande storia che ancora oggi è risuonata.
Ci pensiamo da tempo, finalmente ci sentiamo di lanciare il progetto. Dal 1943-1945 a oggi tutto è cambiato, e noi ne siamo consapevoli e pertanto non ci limiteremo a riprendere o a aggiornare il Codice. Manterremo ferma però l'intenzione, che è quella di operare una mediazione culturale creativa tra princìpi ed esigenze della situazione, oltre che alcune intuizioni oggi ancora utili (ad esempio, quelle sul rapporto tra politica ed economia). Siamo altresì coscienti che per la soluzione di uno dei problemi che affrontarono gli estensori del Codice, quello dei rapporti tra libertà e responsabilità, sia ancora oggi importante il nostro contributo, perché la cultura di ispirazione cattolico-democratica è una delle poche che riesce a operare la sintesi tra libertà e responsabilità non soltanto sui temi sociali e ambientali, ma anche su quelli etici. Tutto è cambiato, anche la dottrina sociale della Chiesa da allora a oggi ha avuto evoluzioni, ma l'esigenza di discernimento culturale è rimasta intatta, come è emerso con grande chiarezza nelle conclusioni del Convegno di Verona.
In primo luogo avvieremo questa rivisitazione con un metodo diverso, più induttivo che deduttivo, con attenzione sia alle analisi e agli studi sia alle realtà concrete che si sono misurate con quei problemi alla luce delle indicazioni del Codice. In secondo luogo ci concentreremo su oggetti in partenza limitati: equità intergenerazionale e lavoro; ambiente e sviluppo sostenibile; integrazione e cittadinanza. Da questo pomeriggio viene un forte incoraggiamento al nostro impegno, ne siamo grati agli organizzatori e ai relatori."
Il presidente nazionale del Meic prof. Renato Balduzzi e il vicepresidente nazionale prof. Carlo Cirotto hanno partecipato sabato 16 dicembre al convegno promosso dal comune di Poppi (AR) sul tema "Agli albori della Costituzione italiana. Il Codice di Camaldoli", con relatori, tra gli altri, Savino Pezzotta, già segretario nazionale Cisl, e il priore camaldolese don Ugo Fossa.
Il convegno si è svolto nello spelendido castelo dei conti Guidi a Poppi (comune al cui interno è ricompreso Camaldoli).
A conclusione del convegno il prof. Balduzzi ha svolto un breve intervento, che riportiamo integralmente.
"Grazie per avermi dato la possibilità, a conclusione di questo bel convegno, di darvi la notizia e di dire qualche parola sul prossimo Congresso del Meic che si svolgerà nei giorni 1-3 giugno proprio a Camaldoli e che sarà l'occasione per avviare una rivisitazione del cosiddetto Codice di Camaldoli. Non è strana l'attenzione del Meic a questo documento, sarebbe anzi strano il contrario, visto che, come i relatori hanno opportunamente ricordato, alle origini del percorso che porterà al Codice sta proprio l'iniziativa del Movimento Laureati di Azione Cattolica. Il Meic, che è il nome che i Laureati cattolici si sono dati a partire dal 1980, ha sempre coltivato questa attenzione, più in retrospettiva che in prospettiva. Ma noi sappiamo che la retrospettiva è indispensabile a una prospettiva. Con i monaci camaldolesi e i giovani della Fuci abbiamo ora avviato un lavoro esplicito di prospettiva, aperto a quanti desiderino camminare con noi nel solco di questa grande storia che ancora oggi è risuonata.
Ci pensiamo da tempo, finalmente ci sentiamo di lanciare il progetto. Dal 1943-1945 a oggi tutto è cambiato, e noi ne siamo consapevoli e pertanto non ci limiteremo a riprendere o a aggiornare il Codice. Manterremo ferma però l'intenzione, che è quella di operare una mediazione culturale creativa tra princìpi ed esigenze della situazione, oltre che alcune intuizioni oggi ancora utili (ad esempio, quelle sul rapporto tra politica ed economia). Siamo altresì coscienti che per la soluzione di uno dei problemi che affrontarono gli estensori del Codice, quello dei rapporti tra libertà e responsabilità, sia ancora oggi importante il nostro contributo, perché la cultura di ispirazione cattolico-democratica è una delle poche che riesce a operare la sintesi tra libertà e responsabilità non soltanto sui temi sociali e ambientali, ma anche su quelli etici. Tutto è cambiato, anche la dottrina sociale della Chiesa da allora a oggi ha avuto evoluzioni, ma l'esigenza di discernimento culturale è rimasta intatta, come è emerso con grande chiarezza nelle conclusioni del Convegno di Verona.
In primo luogo avvieremo questa rivisitazione con un metodo diverso, più induttivo che deduttivo, con attenzione sia alle analisi e agli studi sia alle realtà concrete che si sono misurate con quei problemi alla luce delle indicazioni del Codice. In secondo luogo ci concentreremo su oggetti in partenza limitati: equità intergenerazionale e lavoro; ambiente e sviluppo sostenibile; integrazione e cittadinanza. Da questo pomeriggio viene un forte incoraggiamento al nostro impegno, ne siamo grati agli organizzatori e ai relatori."



