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Cirotto e Zuccaro: "Il Meic deve molto a don Pino"
02 Aprile 2009
E’ giunta dolorosa, anche se non del tutto inattesa, la notizia della
morte di monsignor Pino Scabini, che fu assistente nazionale del
Meic
per larga parte degli anni Novanta. Scompare con lui una figura
particolarmente significativa nel mondo dell’impegno culturale
cattolico. Il Meic deve molto a don Pino. Con il suo stile cordiale
e
fermo, ma mai impositivo, ha segnato un periodo nel quale il
Movimento si stava ancora costruendo ed andava definendo quello che
sarebbe stato il suo stile di presenza nella Chiesa e nel Paese. Con
grande discrezione riusciva a farsi prossimo di ognuno di coloro che
incontrava sulla via del proprio servizio pastorale e in maniera
altrettanto efficace era in grado di far sentire tutti in comunione
tra loro. Con questa sua capacità di valorizzare i singoli ed
insieme
la comunità ha indicato al Meic la via da seguire per un servizio
culturale significativo. I contributi alla rivista "Coscienza" sono
una delle testimonianza di questo suo impegno. Confrontando questi
suoi scritti con quanto della vita del Movimento traspare dagli
articoli attuali si ha la riprova di quanto sia ancora valido
l’indirizzo suggerito da don Pino. Non è un caso che il Meic abbia
continuato a dimostragli stima e affetto anche dopo la conclusione
del
suo servizio come assistente nazionale. Ciò che oggi è il Meic, con
la
sua capacità di dibattere e di prender parola, porta anche,
significativa, la firma di don Pino.
Nel giorno del suo ritorno alla casa del Padre il Meic ricorda mons.
Scabini con accresciuta riconoscenza e prega il Signore che lo
accolga
nella sua misericordia e nella sua pace. Il Meic continuerà, come
per
il passato, a far tesoro del suo insegnamento, ed è più che mai
certo
che, perso un punto di riferimento su questa terra, ne acquista uno
più grande in cielo.
Carlo Cirotto, presidente nazionale
don Cataldo Zuccaro, assistente nazionale



