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Assemblea Nazionale straordinaria dell'Azione Cattolica-12/14 settembre 2003

16 Settembre 2003

Un intervento e un saluto dall’interno, per sottolineare la funzione di trascinamento che l’Azione Cattolica fatta nuova ha nei confronti di tutta la famiglia associativa. È un debito che il MEIC sente nei confronti di Paola Bignardi, di mons. Lambiasi e di tutta questa bella presidenza statutaria (non parla della presidenza allargata, perché sarei ... in conflitto di interessi!). Come ricambiare il dono e onorare siffatto debito? Il MEIC ricambia il dono servendo la Chiesa dentro la famiglia dell’Azione Cattolica Italiana con una sua specificità: fare propria e rimarcare quell’attenzione culturale che è di tutta l’Associazione e che ha bisogno di qualcuno che la assuma come carisma. Un’attenzione che è capacità di lettura della situazione, talvolta negativa, ma anche dei fermenti che animano la riflessione culturale non soltanto italiana. E fare tutto questo non come professionismo della cultura, ma come autentica diaconia culturale, con una speciale attenzione per la riflessione sulle professioni. Ci sono tanti MEIC, quello nazionale e gli oltre 100 gruppi locali (il numero è in aumento). Gruppi dalla fisionomia diversa e dunque con una tipologia assai varia di rapporti intraassociativi. Ma con un necessario denominatore comune (sottolineo: necessario, nel senso che, se non c’è, ci deve essere): la diaconia culturale anzitutto verso l’Associazione. Tra una settimana, molti di noi proseguiranno, ad Assisi, l’Assemblea di questi giorni con l’Assemblea straordinaria del MEIC. Ad Assisi convergeranno molti motivi di interesse: il ricordo dei 70 anni di un Movimento che ha dato molto al Concilio e alla Costituzione italiana e che non può sottrarsi alle domande sull’attuazione conciliare e sulla difesa attiva dei valori costituzionali; l’approvazione dello Statuto di autonomia, dove autonomia significa concretezza di diaconia culturale, non un contratto tra sigle, ma un patto tra persone sul territorio, nella Chiesa locale e nella città. Una città che vorremmo internamente, intrinsecamente vivificata e impregnata dal cristianesimo, secondo la celebre indicazione di Jacques Maritain, nel cap. V di Umanesimo integrale. Era abbastanza logico, per un presidente del MEIC, terminare l’intervento con una citazione. Citare vuol dire però anche chiamare a vita, chiamare a esistenza visibile e riconoscibile. È l’augurio che rivolgiamo alla nostra Azione Cattolica e al suo nuovo Statuto.