Lecco
Il MEIC ricorda il prof Lamberto Riva
13 Giugno 2013
Il MEIC per l'amico Presidente
Lo stupore e lo smarrimento ci attanagliano il cuore, appena ci raggiunge la notizia della morte di
Lamberto, il “nostro”presidente.
Le parole non servono, non bastano a dire il dolore e gli interrogativi che urgono dentro o sembrano
senza risposta.
Ma la fede, forte e sicura anche nell'oscurità di questo mistero, su cui abbiamo tanto spesso
riflettuto insieme, ci dice che la vita continua, nell'abbraccio e nella comunione con il Risorto.
Ci pare di poter fare nostri i pensieri del card. Martini, che aveva detto:” Sarebbe stato così bello
poter dire che Gesù ha affrontato la morte anche al nostro posto!”.....
E dentro questa riflessione “padre Martini”, come Lamberto preferiva chiamarlo, aveva
aggiunto:”Mi sono rappacificato col pensiero di dover morire quando ho compreso che senza la
morte non arriveremo mai a fare un atto di piena fiducia in Dio”.
Lamberto aveva tante volte ripreso questo testo. Ora lo vive, assapora questo abbandono e questa
fiducia nel Dio vivente, che l'ha chiamato a sé per continuare a vivere in modo diverso
dall'esperienza terrena, in una realtà senza confini: quella di Dio, appunto.
Potremmo dire di Lamberto come persona di elevata cultura, attento al divenire del pensiero e degli
eventi, nella storia e nella chiesa...
Ma ci pare, in questo momento, di sottolineare la sua sete di una fede limpida, purificata e
avvincente, perchè vera, autentica, senza fronzoli e senza ritualismi.
La desiderava così, anche nelle nostre conversazioni al MEIC, in cui il rimando era sempre
all'essenziale, alla nitidezza dei valori, attinti esclusivamente nella Parola. Lasciava trasparire
questa sua appassionata ricerca, proponendola con persuasione sempre, senza veli.
Ci resterà dentro tutta la sua passione nel richiamarci, talora con forza, talora con pacatezza
affettuosa, il suo modo di lasciarsi interrogare -ed interrogare- nei fatti,negli eventi, nella cultura....
Con la persuasione che questo è il modo di evangelizzare del MEIC , se la sua identità è di
chiamarsi Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale.
Lamberto credeva nella sapienza e nella forza di questo impegno: e cercava di testimoniarlo, di
contagiare di esso quanti partecipavano al gruppo MEIC, e non solo questi.
La sua figura non scompare. Resta con noi a suggerirci, ora che è nella pienezza di luce, come
continuare il cammino.
Ci consegna la sua lampada, rimasta accesa fino all'ultimo. E ci raccomanda di non lasciarla
spegnere, anche quando l'oscurità sembra prevalere.
Ne parlerà con il suo Nicola, che l'ha preceduto in Paradiso; si confiderà con la sua mamma.
E questo sarà un modo per continuare il suo colloquio con Gianna,il suo Luigi, i suoi amatissimi
nipotini, di cui era fiero.
Anche noi vogliamo continuare un dialogo con lui. Nel silenzio, nella preghiera, nella comunione
che non viene meno.
Dora, con tutti gli amici del MEIC



