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Riflessioni sul Natale

19 Dicembre 2011

 

Gruppo MEIC di Foligno  

Lunedì 19 Dicembre 2011

 alle ore 19:00 presso il Seminario Vescovile.

 

Riflessioni sul Natale

con don Sergio Andreoli

(Assistente Meic Foligno)

IL NATALE DEL SIGNORE  NOSTRO GESÙ CRISTO

“Non c’è spazio per la tristezza nel giorno in cui nasce la vita, una vita  che distrugge  la paura della morte e dona la gioia  delle promesse eterne”

 (San Leone Magno, Papa, I discorso per il Natale). 

 

presente anche il Prof. Carlo Cirotto

(Presidente Nazionale Meic)

 

 

L’obiettivo che mi propongo di raggiungere è duplice:

illuminare un po’ la mia e la vostra mente,

e:

scaldare un po’ il mio e il vostro cuore, in preparazione alla Solennità del Natale.

Questo, per non rischiare di non avvertire la presenza del Signore e di non rispondere con un po’ d’amore al suo amore per noi.

La prima riflessione è relativa al fatto del Natale.

Nel Vangelo di Luca, al capitolo 2, troviamo la descrizione di questo evento.

Anche nel Vangelo di Matteo, nella seconda parte del capitolo 1 e nella prima del capitolo 2, ci vengono date preziose notizie.

La lettura personale di questi due documenti può essere fatta in questi giorni, che ci separano dalla Solennità.

Una lettura non distratta e frettolosa, ma attenta e meditata.

Questo esercizio terrà lontano da noi il pericolo di trasformare il Natale in una bella favola.

Ci aiuterà in questo anche lo studio, utilizzando uno strumento preziosissimo: il Catechismo della Chiesa Cattolica.

Oppure, il Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica.

Oppure il catechismo degli adulti Signore da chi andremo?

La seconda riflessione riguarda il senso del Natale.

Non possiamo isolare questo evento e sradicarlo dal contesto.

Tutta la Storia della salvezza, che ci è nota attraverso la Bibbia, deve essere richiamata alla mente, per capirne il significato.

Dopo l’Incarnazione nel seno della Vergine Maria, Gesù nasce a Betlemme. L’Incarnazione, la Nascita, l’Epifania, i trenta anni di vita a Nazareth, i tre anni di vita pubblica, la Morte, la Risurrezione, l’Ascensione al Cielo, l’effusione dello Spirito Santo: questo è il Mistero della nostra salvezza.

Non dobbiamo mai dimenticarlo: Gesù nasce, per morire e risorgere e donarci la vita nuova, attraverso i Sacramenti.

Questo ci terrà lontani dal rischio di fare una selezione nel campo delle verità della nostra fede e di accogliere solo quelle, che ci piacciono o che non ci disturbano.

Tale selezione è inammissibile e mette a rischio la nostra fede.

La terza riflessione attiene al peso che il Natale ha sulla nostra vita personale.

Per questo, dobbiamo chiederci:

Cosa cambierà, con questa Celebrazione, nel nostro stile di vita?

e:

Sarà, questo stile, sempre più cristiano, cioè simile a quello di Gesù Cristo?

Se, infatti, il Natale, scorrerà, per così dire, sulla nostra pelle, senza lasciare traccia alcuna, allora ci dovremo preoccupare!

Ognuno di noi conosce se stesso e sa quali tagli deve operare, quali innesti deve attuare nel suo comportamento in famiglia, nel luogo del lavoro, tra gli amici, nella vita pubblica.

In particolare, forse, si tratta di dare un nuovo impulso all’esperienza di preghiera: non solo la Messa festiva, e non solo le tradizionali preghiere del mattino e della sera, ma anche la celebrazione del Sacramento della Penitenza, le Lodi e il Vespro.

Questo, per assicurarci un adeguato bagaglio spirituale, che si rivelerà utilissimo nei momenti complicati della vita.

La quarta riflessione è sul nostro impegno nella società.

Il Natale ci deve stimolare, non a condannare il modo di vivere comune, che è sempre più profano, ma a dare il nostro contributo, perché diventi più cristiano.

Ciascuno di voi vive un’esperienza sociale particolare.

Si tratta di lasciare un segno cristiano là dove la vita vi porta ad operare.

Talvolta bisognerà reagire alle mode del mondo, imposte per lo più dalla televisione.

Altre volte correggere i comportamenti degli altri, con carità e cortesia.

In altre occasioni, ridare un indirizzo cristiano a usanze che l’hanno perduto o lo stanno perdendo.

Ancora: farsi promotori di incontri di riflessione, di studio e di dialogo sui temi della fede o su altri temi, alla luce della fede.

Oppure: utilizzare tutti i mezzi di comunicazione, per diffondere, dopo aver affinato le nostre competenze, la visione cristiana della vita.

La quinta ed ultima riflessione riguarda la pace, che il Natale ci regala.

Non è quella che nasce dalle cose.

Non è quella che nasce dal successo.

Non è quella che nasce da noi stessi.

È un dono:

“Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama” (Luca 2,14).

Questa pace va testimoniata in casa e fuori.

Va auspicata, a livello mondiale.

Va sostenuta con la preghiera costante, seguendo le indicazioni del Messaggio del Papa per la Giornata Mondiale della Pace

Va diffusa con gesti di bontà, di perdono, di solidarietà.

È questa la nostra risposta al dono di Dio.

Non si faccia, però, questo, per la nostra gloria, ma per quella di Dio.

Non per il plauso della gente, ma per amore di Dio, fonte dell’amore del prossimo.

                                                                                           don Sergio Andreoli