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Un appello agli uomini di buona volontÓ... democratica

22 Dicembre 2018

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di RODOLFO CARELLI
gruppo Meic Latina

Dalla stampa apprendiamo che finalmente qualcosa di nuovo si muove nel mondo cattolico per un'assunzione di responsabilità verso i pericoli a cui è soggetto il Paese per la rottura della solidarietà europea sotto l'attacco dei risorgenti nazionalismi, sovranismi e populismi. Nel ripiegamento su se stesso di ogni Paese si ricade nella tentazione autarchica strettamente connessa con tentazioni autoritarie che minano dall'interno a demolire le istituzioni democratiche. Finalmente si sente riemergere il richiamo all'insegnamento sturziano e all'appello "ai liberi forti" e con una spinta dal basso che nacque dalla partecipazione agli enti locali, scuola unica oggi rimasta di democrazia dopo i fallimenti delle batterie d'indottrinamento ideologico di stampo novecentesco.

Ebbene il rinnovato appello "ai liberi e forti" va riattualizzato nel contesto d'oggi altrimenti rischia il naufragio prima ancora di provarci sul serio. Gli accorati appelli del Presidente della Cei alla partecipazione dei cattolici alla vita pubblica anche a quella politica ha raggiunto un livello di intensità tale corrispondente all'altissima posta in gioco a cui abbiamo accennato: la partita Italia-Europa a cui è strettamente legata la sorte della democrazia rappresentativa. Non si tratta solo dei conati autoritari verso un uomo solo al comando ma della convergenza verso lo stesso esito dei teorici da strapazzo della maggiore forza di governo. Anche se in calo, il M5stelle attraverso il suo garante (?) Grillo auspica il sorteggio per la nomina dei deputati nel più assoluto disprezzo della democrazia liberale rappresentativa o con Casaleggio profetizza a breve il superamento del Parlamento, in aperto dispregio del suo stesso rappresentante istituzionale, il Presidente del Parlamento Fico, che all'atto dell'insediamento si impegnò a restituire centralità al Parlamento rispetto agli straripamenti del governo a partire dall'abuso dei voti di fiducia. A mantenere stimolare e sostenere questo solenne impegno di Fico non c'è stata una presenza attiva e dialogante della maggiore opposizione, di quel PD che nei suoi candidati alla segreteria, nessuno escluso,si compiace di ribadire l'incomunicabilità con i grillini invece di farne esplodere le contraddizioni che stanno procurando dissociazioni e permanenti mal di pancia verso la sudditanza sempre più evidente verso l'azionista, ormai di maggioranza nei sondaggi, quel Salvini che sogna un ruolo da leader europeo che dall'interno sfascia l'Unione alleandosi con i regimi autoritari più ostili agli interessi italiani che pretende di tutelare e difendere. Su fa questa scelta è legittimo pensare che per lui è prevalente l'affinità sovranista nazionalista autoritaria e che per arrivarci il più grosso ostacolo è l'Unione da disintegrare. La posta in gioco è così alta e drammatica che giustamente i cattolici si sentano spronati ad impegnarsi prima che la situazione precipiti. Ma il come riveste un ruolo decisivo. Sintetizzo al massimo il mio parere in proposito. Quel "liberi" va coniugato oggi come libertà di fare le proprie scelte, compresa quella di un movimento di ispirazione cristiana che sollecita una doppia adesione come processo di maturazione senza distacchi traumatici ed alternativi mentre il "forti" fa riferimento a valori condivisi e irrinunciabili, questi sì da testimoniare e promuovere in qualunque sede. Uno di questi è certamente la difesa della democrazia rappresentativa nelle diverse forme e per quanto ci riguarda com'è strutturata nelle sue linee essenziali (a partire dallo Stato delle autonomie) nella Costituzione, rivendicata come patrimonio comune da sviluppare e non disintegrare come si tenta di fare in modo strisciante. Bisogna avere l'ambizione di parlare a tutti e richiamarli alle proprie responsabilità immunizzati dai pifferai magici con le loro pulsioni autodistruttive.