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Uomo e ambiente: il degrado si respira

10 Novembre 2017

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di FABIO CAPORALI

Per noi cattolici cristiani è illuminante l'insegnamento di Papa Francesco quando nella Laudato sì afferma che non esiste una crisi sociale disgiunta da una crisi ambientale in quanto "l'ambiente umano e l'ambiente naturale si degradano insieme, e non potremo affrontare adeguatamente il degrado ambientale, se non prestiamo attenzione alle cause che hanno attinenza con il degrado umano e sociale"(LS,48).

La città sta divenendo in tutto il mondo il luogo preferenziale di abitazione umana, ma con il suo metabolismo divora energia ed emette scorie che si accumulano nell'ambiente, nella "casa comune". I vari luoghi del mondo manifestano bellezza, ma anche fragilità. La pianura padana è la parte territorialmente depressa di un bacino idrografico racchiuso tra maestose montagne (Alpi ed Appennini), quello del fiume Po e dei suoi molti affluenti. I fiumi hanno depositato nella valle sedimenti di grande fertilità, segnandone indelebilmente la sua vocazione agraria. Con le opere di bonifica idraulica protrattesi per centinaia di anni che hanno regimato il corso dei fiumi e promosso l'irrigazione, l'attitudine produttiva della pianura padana è stata migliorata e primeggia nel mondo. L'incremento demografico, l'urbanesimo e l'industrializzazione selvaggi, lo stile di vita dedito al consumo sfrenato di beni personali (assecondato da una schiera di schiavi meccanici avidi di energia destinati a sollevarci da ogni minima fatica, anche quella di camminare) stanno tuttavia compromettendo questo dono della natura e del lavoro delle generazioni precedenti.

I segni del degrado socio-ambientale ormai, letteralmente, "si respirano" nel particolato (PM10) che fluttua nell'aria e che rimane intrappolato nella vasta pianura soggetta per natura alla "inversione termica" e all'inevitabile ristagno di aria. Speriamo di imparare dai nostri errori l'arte di abitare il mondo, dato che siamo noi oggi a costruirlo.