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Il lavoro che cerchiamo

29 Ottobre 2017

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di ANNA DEL BENE
Vicepresidente nazionale della Fuci

In questi giorni di riflessione costante e profonda da parte della Chiesa e di tutti i cattolici sul tema del lavoro, nell'ambito della 48a Settimana Sociale di Cagliari, ci interroghiamo anche noi, come giovani universitari, su quale lavoro cerchiamo e vorremmo costruire.

Il periodo storico non è certo dei migliori quanto a stabilità economica e conseguenti prospettive di vita, ma proprio per questo possiamo trovare delle sfide, a cui siamo chiamati a rispondere con impegno, passione e fiducia. Sentiamo forte dentro di noi il desiderio di realizzarci pienamente.

Quale lavoro può rispondere a questa esigenza? "Una persona che lavora dovrebbe avere anche il tempo per ritemprarsi, stare con la famiglia, divertirsi, leggere, ascoltare musica, praticare uno sport. Quando un'attività non lascia spazio a uno svago salutare, a un riposo riparatore, allora diventa una schiavitù" (Papa Francesco).

Cerchiamo, quindi, un lavoro che sia innanzitutto umano, visto cioè come parte fondamentale per la piena realizzazione della persona e come mezzo per dare un contributo allo sviluppo della società, tramite il mettere a frutto i propri talenti, realizzazione che prescinde dal successo materialmente inteso, ma letta come risposta alla propria vocazione. Un lavoro, quindi, che contribuisca all'affermazione della libertà e dignità personali.

Cerchiamo, inoltre, un lavoro che si basi sulla competenza e sulle relazioni, che offra spazio alla creatività e all'innovazione, che sappia accogliere nuove figure professionali, che presti attenzione alle specificità del territorio e che sappia valorizzarle.

Siamo chiamati a vivere le difficoltà che troviamo sul nostro cammino, tra cui la crisi economica e valoriale e la conseguente precarietà e il timore circa il nostro futuro, come sfide a reinventarci e a mantenerci aperti alla ricerca di nuove strade!