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VERCELLI Addio a don Cesare Massa, il "prete che tendeva a fare il laico"

19 Luglio 2017

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di MINO VITTONE
Presidente del gruppo Meic di Vercelli

Mons. Cesare Massa, fondatore del gruppo Meic di Vercelli e per più di tre decenni suo assistente ecclesiastico, nella serata del 15 luglio ci ha lasciati.

“Cesarino”, impegnato in campo civile e politico (fino a essere segretario della DC) aveva insegnato filosofia nelle scuole vercellesi e a 45 anni di età, invece che deputato (come qualcuno gli aveva proposto) divenne sacerdote. Fu l’allora Arcivescovo Mensa a spronarlo e ad affidargli subito la direzione del giornale diocesano e la Chiesa di S. Michele che divenne negli anni il punto di riferimento della cultura vercellese (cristiana e non) e il centro locale dell’ecumenismo e del dialogo interreligioso, oltre che una coesa “comunità eucaristica”.

Il suo periodo di permanenza romana in S.Anselmo, in gioventù, l’aveva portato a elaborare un modello di Chiesa che anticipava di dieci anni il Concilio e che poi avrebbe messo in pratica divenuto prete, tanto da provocare in un monsignore locale la battuta: "Il Cesarino quando era laico tendeva a fare il prete ora che è prete tende a fare il laico!". Battuta che comunque sintetizza bene il suo impegno alla promozione dei laici e alla ricerca di una nuova forma di vita dei preti.

Il Meic a Vercelli è nato per lui e con lui e la formula dei “Sette lunedì”, da lui pensata e continuata per tre decenni, ha portato in città le personalità più illustri nel campo scientifico-culturale a livello anche internazionale.

Un ultimo atto dimostra il suo impegno anche nel campo sociale e il suo amore per gli altri: dal letto dove ormai era costretto ha voluto che la raccolta delle sue “strisce” (le sue riflessioni inviate agli amici in occasione delle festività solenni), pubblicate per l'impegno e le generosità di alcuni amici, andasse a vantaggio dell’Emporio solidale di Vercelli. Un modo evidente per dire alle donne e agli uomini del Meic impegnati in questa iniziativa di proseguire su questa strada e affiancare all’elaborazione culturale anche gesti concreti di solidarietà.

A settembre festeggeremo la ricorrenza dei 40 anni di Meic vercellese senza la sua presenza fisica ma forti degli insegnamenti che ci ha lasciato e sicuri della sua presenza spirituale e della sua guida che certamente non ci farà mai mancare.