Menu principale
In evidenza
banner facebook
BANNER CAMALDOLI 2018
BANNER CONVEGNO PRESIDENTI 18
Sito locale
Newsletter
Area riservata
News
PrintE-mail

Beppe Elia su Avvenire: "Il futuro del Meic, «ponte» fra Chiesa e societą"

07 Giugno 2017

Immagine

Il quotidiano Avvenire, nell'edizione di martedì 6 giugno scorso, ha pubblicato un'intervista al presidente nazionale del Meic Beppe Elia. Al centro del colloquio un bilancio dell'Assemblea nazionale di Assisi e le prospettive del Movimento per i prossimi anni. "Siamo un movimento chiamato a stare sulla soglia per dialogare con il mondo. E' compito dei laici questa missione", ha detto Elia.

Riportiamo di seguito il testo dell'intervista, firmata da Giacomo Gambassi: il pdf è allegato in fondo alla pagina. #assemblea2017


IL FUTURO DEL MEIC,
«PONTE» FRA CHIESA E SOCIETA'

A colloquio con il presidente uscente, Elia. «Un movimento chiamato a stare sulla soglia per dialogare con il mondo. È compito dei laici questa missione»

GIACOMO GAMBASSI

Parla del Meic, il Movimento ecclesiale di impegno culturale, come di un ponte fra la Chiesa e la società. «Dal momento che ci muoviamo nel terreno delle professioni e del sapere, dobbiamo accettare la sfida di stare sulla soglia della comunità ecclesiale, ossia di aprirci al mondo, di essere in uscita, di rendere possibili nuove forme di dialogo», spiega il presidente uscente Beppe Elia. Ha aperto e concluso l’Assemblea nazionale del movimento che si è tenuta fra venerdì e domenica scorsi ad Assisi e che ha portato all’elezione del nuovo Consiglio nazionale. Il 24 e il 25 giugno il Consiglio indicherà il prossimo presidente che sarà nominato dalla Cei.

Durante l’incontro in Umbria è stato tracciato un bilancio di questo triennio e sono state gettate le basi per il cammino dei prossimi anni. «Ci eravamo dati alcuni obiettivi anche nel segno del rinnovamento che in parte sono stati centrati – spiega Elia –. Oltre ad alcune modifiche di tipo organizzativo, abbiamo ripensato il nostro ruolo nella comunità ecclesiale e civile. In questo periodo ci siamo interrogarti su alcuni nodi della vita contemporanea e ne è scaturito un dibattito vivace. Penso al tema della famiglia con un nostro contributo al Sinodo dei vescovi dopo un ampio confronto nei gruppi; ricordo il tema dell’ambiente che è stato molto rilevante soprattutto in riferimento alle regioni del Sud; cito alcune questioni politiche, come l’ultimo referendum». Certo, afferma il presidente uscente, non mancano le debolezze. «E una è rappresentata dal fatto che il Meic è una realtà piccola nella comunità ecclesiale».

Questione cara al movimento è il ruolo del laicato cattolico nell’ambito civile. Sulle pagine di Avvenire il nuovo presidente della Cei, il cardinale Gualtiero Bassetti, ha esortato i laici a non essere «non più clericali del clero», ma autonomi nelle scelte e responsabili. «È una prospettiva ben chiara all’interno del Meic – sottolinea Elia –. Rispetto agli anni del “dopo Concilio”, i laici sono molto più presenti nelle comunità parrocchiali, come dimostra l’impegno nella catechesi, nell’animazione liturgica, nell’azione caritativa. Eppure di fronte alla complessità del tempo attuale, rischiano di restare muti. Sembra quasi che la vita ecclesiale diventi una sorta di rifugio. Ecco perché vanno ripensati i modi con cui “abitare” la società senza riproporre modelli del passato che forse non funzionano più». E il presidente aggiunge: «Non dimentichiamoci che Gesù Cristo è ancora un interrogante per le persone di oggi. Serve che la comunità cristiana sia capace di essere interlocutore adeguato rispetto alle esigenze dell’uomo contemporaneo. E questo è un compito del laicato. Un laicato che nella vita ordinaria deve riuscire a mostrare la bellezza di Dio e delVangelo. In quest’ottica la formazione è fondamentale». E i cattolici in politica? «Siamo di fronte a un distacco del mondo della politica dalla gente. Un mondo che guarda più al contingente che ad affrontare le urgenze del Paese come il lavoro, i giovani, l’ambiente, la mancata valorizzazione del territorio. È quindi necessario un lavoro culturale: che non significa di élite ma di base per far recuperare interesse intorno a questi temi anche all’interno della Chiesa. E c’è bisogno di compagni di viaggio che consentano di ritessere una trama di incontri e partecipazione».

Durante l’Assemblea il Meic ha indicato le prospettive per il futuro. «La realtà sociale è fortemente sfilacciata e ci sta a cuore intervenire con dibattiti approfonditi in cui è possibile ascoltarsi reciprocamente – osserva Elia –. In ambito ecclesiale, invece, vogliamo rispondere alle forti sollecitazioni di papa Francesco che, attraverso in particolare l’Evangelii gaudium e la Laudato si’, ha invitato a rinnovare il volto della Chiesa partendo da noi stessi. Al di dà delle approvazioni di facciata per le parole del Papa, è necessario favorire il dialogo con chi ci sta intorno ed essere pronti a lasciarsi interpellare da questioni nuove».

© RIPRODUZIONE RISERVATA