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Incontro sul convegno di Camaldoli - 7 ottobre 2011

08 Ottobre 2011

CARITAS IN VERITATE
Il primo capitolo del documento è dedicato al Messaggio della Populorum Progressio di Paolo VI. "Sen-za la prospettiva di una vita eterna - avverte il Papa - il progresso umano in questo mondo rimane privo di respiro". Senza Dio, lo sviluppo viene negato, "disumanizzato".(10-12) ..."le cause del sottosviluppo non sono primariamente di ordine materiale". Sono innanzitutto nella volontà, nel pensiero e ancor più "nella mancanza di fraternità tra gli uomini e i popoli". "La società sempre più globalizzata - rileva - ci rende vicini, ma non ci rende fratelli". Bisogna allora mobilitarsi, affinché l'economia evolva "verso esiti pienamente umani". (19-20)
LE RELIGIONI NELLA CITTÀ
Induismo, Islamismo, Ebraismo, Cristianesimo - Nella settimana teologica 2010 sono state approfondite le visioni antropologiche delle maggiori religioni mondiali. Nel 2011 dono state prese in esame le loro conseguenze in campo sociale. In una società come la nostra, infatti, è fondamentale riconoscere il con-tributo che le varie religioni possono portare alla realizzazione di una convivenza ordinata e pluralista".
Cittadinanza - "Una nuova educazione alla cittadinanza, e a partire da questa un nuovo patto di cittadi-nanza basato sui principi della Costituzione". Il Meic rilancia la sua battaglia per una "laicità includente, aperta a credenti e non, basata sulla mediazione culturale e capace di accogliere i nuovi cittadini
Benedetto XVI e il fondamento dello Stato - -Genn. 2004 - incontro Ratzinger-Habermans. Partendo da-Wolfgang Böckenförde, secondo cui "lo stato liberale secolarizzato vive di presupposti che non può ga-rantire", si chiedevano che cosa la religione potesse offrire di proprio a questa incompetenza dello stato moderno -
-2006 Ratisbona-Univ.Regensburg: Benedetto XVI non agire secondo ragione è contrario alla stess natu-ra di Dio" (contrari Duns Scoto e l'Islam, che esaltano la trascendenza di Dio in modo radicale) 2011 Bundestag: limiti di Kelsen.
L'affermazione della irrinunciabilità del riferimento a Dio per fondare la società va inquadrata nella riaf-fermazione del decreto conciliare sulla LIBERTA' DI COSCIENZA in opposizione a gruppi di cattolici "tradizionalisti" (discorso alla Curia sull'ermeneutica del Vaticano II del 22.12.05). Il tema è stato ripreso da: Nova et Vetera ott.-dic. 2010.
Inoltre, il Concilio Vaticano II è arrivato ad affermare che la laicità è un valore cristiano, e ha fondato questa sua asserzione sulla teologia delle realtà terrestri e sulla teologia del laicato. Infatti - spiega la Gaudium et spes - nella natura delle cose esistono finalità intermedie e strumenti propri per raggiungerle che non dipendono dalla rivelazione: cioè non sono di origine confessionale, ma laici. È il caso della po-litica, dell'economia, della scienza e della tecnica, della cultura. Di conseguenza, se il cristiano vuole dare una testimonianza coerente della sua fede, deve essere laico, cioè deve rispettare le finalità, le regole proprie e l'autonomia che Dio Creatore ha immesso nelle realtà temporali.
CRISTIANI E POLITICA IN ITALIA
'800-'900 - C.Liberali, C.democratici, Popolari, Democrazia Cristiana
1976 Roma - 1976: Convegno Evangelizzazione e promozione umana; 23.10.81: Cei-Chiesa italiana e prospettive del Paese: prevale la "cultura della MEDIAZIONE" = Paolo VI, A.C. di Bachelet
1985 ottobre - Convegno di Loreto: prevale la "cultura della PRESENZA = Gv Paolo II, Cardinal Ruini, C.L.
2010 ottobre - Settimane Sociali - Prolusione del Cardinal Bagnasco: autonomia delle realtà temporali
2011 26 ottobre - Cardinal BAGNASCO « A dar coscienza ai cattolici oggi non è anzitutto un'appartenenza esterna, ma i valori dell'umanizzazione: chi è l'uomo, qual è la sua struttura costitutiva, il suo radicamento religioso, la via aurea dell'autentica giustizia e della pace, del bene comune... Valori - lo diciamo solo di passaggio - che si sta imparando a riconoscere e a proporre con crescente coraggio, e che in realtà finiscono per far sentire i cattolici più uniti di quanto taluno non vorrebbe credere». «Non sempre tutto è così lineare, è vero ....., ma ci sembra che una tensione si vada sviluppando grazie alle comunità cristiane, alle molteplici aggregazioni ecclesiali o di ispirazione cristiana, e grazie anche al lavoro realizzato dai nostri media, che sono diventati dei concreti laboratori di idee e dei riferimenti ormai imprescindibili. Sembra rapidamente stagliarsi all'orizzonte la possibilità di un soggetto culturale e sociale di interlocuzione con la politica, che - coniugando strettamente l'etica sociale con l'etica della vita - sia promettente grembo di futuro, senza nostalgie né ingenue illusioni». È un segno di grande attenzione per la novità che si sta producendo nelle file dell'associazionismo cattolico: c'è all'orizzonte un «soggetto culturale e sociale» in grado di interloquire con la politica. E probabilmente anche in grado di fornire uomini per le istituzioni di domani.