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Il gruppo diocesano Meic Salerno sulla traccia di riflessione per il convegno pastorale diocesano

28 Maggio 2011

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Il Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale, evoluzione del Movimento Laureati di Azione Cattolica, fa proprie le caratteristiche descritte dai Padri Conciliari nel decreto "Apostolicam Actuositatem" circa i movimenti di "Azione Cattolica", descritti come collaborazione dei laici all'apostolato gerarchico: -fine apostolico della Chiesa, evangelizzazione, perché si "riescano ad impregnare dello spirito evangelico le varie comunità e i vari ambienti"; -assunzione diretta di responsabilità dei laici nel dirigere tali organizzazioni, ponderando l'esercizio dell'azione pastorale della Chiesa e l' "elaborazione ed esecuzione del loro programma di azione": -unità dei laici "a guisa di corpo organico, affinché sia meglio espressa la comunità della Chiesa e l'apostolato riesca più efficace"; -superiore direzione della gerarchia, la quale può sancire tale cooperazione anche per mezzo di un « mandato » esplicito.

Su queste basi, caratteri peculiari e fondanti del movimento "culturale"  diventano, per una fede "pensante",  il dovere del dubbio, l'impegno della ricerca, la carità dell'intelligenza. 

Il confronto con la traccia di riflessione che ci viene offerta, parte dalle idolatrie di sempre, "Quis Ut Deus", in cui oggi si condensa soprattutto una cultura edonistica e vitalistica di rimozione della morte, la cui pervasività, attraverso i mezzi di comunicazione di massa, è tale da filtrare talora, contaminandoli in negativo, anche in alcuni aspetti fondamentali nella cultura religiosa, come la difesa della vita.

Il gruppo diocesano di Salerno del MEIC, nei suoi percorsi culturali, si è ripetutamente confrontato con la situazione della chiesa locale, in particolare l'evoluzione a venti e quarant'anni dal Concilio Vaticano II; le osservazioni formulate negli incontri di quegli anni si vengono ancora a sovrapporre in buona parte a quelle generate dal confronto con la traccia attuale.

Il rischio dell'indifferenza, le lacerazioni, la mancanza di iniziativa, la stasi, sul piano locale, ma non solo, inducono a rimeditare sulla formazione, non solo dei laici, ma anche del clero, e sulla necessità di allargamento di orizzonti e di intersezioni culturali in una società dove l'evangelizzazione diventa non solo multietnica e multiculturale, ma anche non necessariamente unidirezionale.

La collocazione del MEIC, nel suo carisma di esercitare la "carità dell'intelligenza", si pone nel raccogliere e fornire, nell'ambito della cultura ecclesiale e laica, un retroterra di ricerca e risorse, di porsi come ponte tra culture, aprire spazi, favorire contatti.

Tra le direttrici di movimento dei prossimi anni, oltre gli aspetti costanti della rete culturale (università, gruppi di ricerca), gli impegni ecclesiali locali vedono intanto la necessità di coinvolgimento nelle iniziative diocesane sul progetto culturale della Conferenza Episcopale Italiana, alla cui base, tuttavia, rimane lo sforzo, missionario, del movimento, di disseminazione delle riflessioni generate nei gruppi: dal sito MEIC nazionale (http://www.meic.net/) su cui negli ultimi giorni è stato attivato, primo nella Campania, lo spazio dedicato al gruppo di Salerno (http://www.salerno.meic.net/), alla rivista nazionale (Coscienza), all'impegno dei gruppi, non ultimo il nostro, che cerca attivamente un coinvolgimento di stampa e reti televisive locali, e potrebbe utilmente impegnarsi anche sui media diocesani (rubriche fisse potrebbero essere un mezzo utile).

Nell'ottica della rete con i diversi movimenti ecclesiali si pone pure una collaborazione più stretta con la FUCI, che potrebbe prevedere anche, secondo alcune esperienze diocesane, un assistente o altri riferimenti comuni, nell'ottica di una progressiva osmosi e di un ricambio più continuo.   

Per concludere, anche il nostro gruppo locale ha esempi personali di riferimento:

Don Guido Terranova, educatore, giurista, uomo di cultura, presidente del Tribunale Ecclesiastico Salernitano-Lucano, da sempre impegnato con i giovani della FUCI, quindi, prima membro "laico" iscritto al MEIC, poi Assistente Diocesano del movimento, a cui ancora, ogni anno, dedichiamo una giornata di studio da parte dei suoi amici ed allievi. Il suo ricordo ci è ancora di guida.

A lui, nella prossima Assemblea, sarà proposto che il nostro gruppo Diocesano venga intitolato.

Salerno 27-5-2011       Gerardo Iuliano, per il gruppo diocesano MEIC Salerno