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Immigrati: dialogo e integrazione - Roberto Gatti

25 Febbraio 2015

“Immigrati: dialogo ed integrazione” è il tema dell’incontro, organizzato dal Gruppo Meic di Foligno, che si terrà lunedì 2 marzo prossimo, alle ore 18,15 presso la sala riunioni della Biblioteca Jacobilli. Svolgerà la riflessione introduttiva Roberto Gatti, docente d i Filosofia politica all’Università di Perugia.

Si tratta di una iniziativa con cui il Gruppo Meic di Foligno, come già evidenziato in occasione della presentazione del suo programma,  intende rispondere al compito, affidato alla nostra comunità dal Vescovo Gualtiero, nella nota omelia della festività di San Feliciano, di “accompagnare, senza pregiudizi, il processo di integrazione degli immigrati, che è cosa ben diversa da una qualsiasi ‘sistemazione’ ”.

Una riflessione che, sul piano culturale, vorrebbe contribuire a sollecitare più diffusi atteggiamenti volti alla conoscenza dell’altro, al rispetto della sua cultura, della sua religione, all’ascolto, al dialogo. La città si costruisce nel dialogo, nelle relazioni tra le persone, tra le persone e l’ambiente, la natura. La cultura della città è anche la cultura delle differenze, nel senso che le diverse società, i diversi mondi, le diverse esperienze dovrebbero accogliersi reciprocamente.

Da questo processo non possono essere esclusi gli immigrati che vivono e i cui figli crescono nella nostra città.

Oggi si parla di immigrati collegandoli alla criminalità ovvero, più recentemente, al terrorismo. Un problema, quindi. E’ però un problema che riguarda anche la possibilità che persone diverse, estranee anche rispetto alle civilizzazioni di provenienza, che hanno fatto percorsi di acquisizione di modelli culturali, economici e familiari diversi, apparentemente inconciliabili, possano trovare convergenze  nei nostri modelli di vita. Si tratta di vivere e di praticare l’interculturalità in un’ottica di dialogo.

Si accende a questo proposito il dibattito su come promuovere l’integrazione, come promuovere programmi di accoglienza, senza trascurare la necessità di fornire all’immigrato una coscienza civile basata sulla consapevolezza dei propri diritti e sul rispetto dei propri doveri. E’ questa la sfida che dobbiamo affrontare, che avrà come premio la crescita dell’intera comunità.

Favorire l’integrazione degli immigrati presenti nelle nostre città  alla ricerca di condizioni di vita oneste e dignitose è la via più promettente per realizzare una convivenza serena che vinca la paura e giovi al bene comune.

Alvaro Bucci

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