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Pacem in terris

11 Febbraio 2015

Con una prima riflessione sull’Enciclica “Pacem in terris” di Giovanni XXIII il Gruppo Meic di Foligno ha dato inizio al programma di iniziative per i primi quattro mesi dell’anno. Una riflessione  guidata da Bernard Fioretti, presidente del Gruppo, Vincenzo Benedetti, Davide Sebastiani e Paolo Tini Brunozzi. Seguirà una seconda riflessione sulla stessa enciclica, programmata per questo venerdì, con i contributi di Lidia Nizzi, Giancarlo Nizzi e Pietro Natalino Pergolari. Il Meic di Foligno ha voluto riprendere in mano la Pacem in terris, quale grande enciclica che ha segnato una  grande svolta nella vita della Chiesa e le cui indicazioni manifestano ancora tutta la loro attualità in considerazione del fatto che molti dei problemi in essa affrontati, sul piano dei rapporti tra gli “esseri umani” e “i poteri pubblici all’interno delle singole comunità politiche”, tra le comunità politiche e tra queste e la comunità internazionale, sono rimasti ancora in buona  parte irrisolti.

Pubblicata l’11 aprile del 1963, quando pochi mesi prima il mondo aveva trattenuto il fiato, mentre tra Stati Uniti e Urss si svolgeva un drammatico braccio di ferro per le navi sovietiche che si dirigevano cariche di missili verso Cuba e Kennedy aveva minacciato di intercettare i convogli, la Pacem in terris, viene indirizzata per la prima volta anche “a tutti gli uomini di buona volontà”,  affermando all’inizio che la Pace “anelito profondo degli esseri umani di tutti i tempi, può venire instaurata e consolidata solo nel pieno rispetto dell’ordine stabilito da Dio”.

Tra le altre iniziative previste dal programma, un prossimo incontro, il 27 febbraio, con il prof. Roberto Gatti su “Immigrati: dialogo e integrazione”. Si tratta di una riflessione che risponde appieno al compito, che sentiamo affidato di recente alla nostra comunità dal Vescovo Gualtiero, nella nota omelia della festività di San Feliciano, di “accompagnare, senza pregiudizi, il processo di integrazione degli immigrati, che è cosa ben diversa da una qualsiasi ‘sistemazione’ ”. Una riflessione che, sul piano culturale, vorrebbe contribuire a sollecitare più diffusi atteggiamenti volti alla conoscenza dell’altro, al rispetto della sua cultura, della sua religione, all’ascolto, al dialogo. Ma senza rinnegare la nostra “identità culturale e religiosa”, come ha precisato il Vescovo, perché solo così si può crescere insieme, nella chiarezza.

Seguirà, nel mese di marzo, un incontro con l’assessore ai servizi sociali del Comune di Foligno,  Maura Franquillo, su “Il Ben-Essere, un diritto per Tutti – Il Terzo Settore a Foligno”.

Alvaro Bucci