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Alla ricerca di futuro: Il Sinodo sui giovani

20 Febbraio 2019

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Il 20 febbraio, presso la sede, si è parlato, al gruppo Meic di Bergamo, del tema Alla ricerca di futuro: i giovani e la Chiesa.*

Dopo le parole di introduzione e il saluto di Margherita Giua, vice presidente del MEIC, il documento finale del Sinodo sui giovani è stato presentato da don Angelo Domenghini, assistente del MEIC,  con particolare attenzione alle richieste dei giovani rivolte alla Chiesa, ai punti sui quali la Chiesa si sente interpellata, agli impegni che la Chiesa si è assunta, alle proposte della Chiesa verso i giovani. Novità e attenzioni che, come è stato evidenziato, sono il frutto di un confronto a livello mondiale tra i vescovi, gli esperti e i giovani partecipanti ai lavori sinodali.

Il documento è anche il risultato della sinodalità attuata secondo le indicazioni della nuova Costituzione apostolica Episcopalis Communio (del 15.9.18), per cui il testo approvato dal Sinodo varrà come documento ufficiale.

E' seguita una interessante discussione, che ha visto gli interventi di Andrea Gibellini, Ennio Bucci, Giovanna Cecchini Manara, Paolo Locatelli, Angelo Marchesi, Umberto Amadigi, Sperandio Bonalumi e Margherita Giua. che hanno ripreso i punti più significativi confrontandoli con l'esperienza vissuta:

1) l'esigenza che la Chiesa porti un annuncio chiaro a tutti i giovani, che spesso ignorano i contenuti base della fede cristiana, di Cristo;

2) l'assunzione di responsabilità degli adulti verso le nuove generazioni per il mondo che consegnano loro, ed esame critico;

3) la convinzione dell'importanza dell'impegno educativo, a iniziare dal ruolo dei genitori nella famiglia, e della testimonianza di vita coerente;

4) l'attualità di un dialogo interreligioso come dialogo tra persone che si incontrano pur avendo religioni diverse, come i giovani si trovano di fatto a fare, e come auspicato dalla Dichiarazione del 4 febbraio u. s. di Papa Francesco e del Grande Imam sunnita del Cairo, Ahamad al-Tayyib;

5) l'esigenza di passare dalla riflessione a una operatività sugli impegni assunti, non ultima l'azione nella vita sociale e politica, a partire dal nostro territorio.

Si allega in calce lo schema della relazione.

 

* "I giovani sono portatori di un'inquietudine che va prima di tutto accolta, rispettata e accompagnata, scommettendo con convinzione sulla loro libertà e responsabilità.

La Chiesa sa per esperienza che il loro contributo è fondamentale per il suo rinnovamento. I giovani, per certi aspetti, possono essere più avanti dei pastori.

Il mattino di Pasqua il giovane Discepolo Amato è arrivato per primo al sepolcro, precedendo nella sua corsa Pietro appesantito dall'età e dal tradimento (cfr. Gv 20,1-10); allo stesso modo nella comunità cristiana il dinamismo giovanile è un'energia rinnovatrice per la Chiesa, perché la aiuta a scrollarsi di dosso pesantezze e lentezze e ad aprirsi al Risorto.

Allo stesso tempo, l'atteggiamento del Discepolo Amato indica che è importante restare collegati con l'esperienza degli anziani, riconoscere il ruolo dei pastori e non andare avanti da soli. Si avrà così quella sinfonia di voci che è frutto dello Spirito."

(Documento finale del Sinodo dei Vescovi su: I giovani, la fede e il discernimento vocazionale - § 66)