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Convegno interregionale MEIC sul tema "Insieme per la casa comune".

21 Maggio 2016

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Sabato 21 maggio si è svolto a Vercelli, presso il Palazzo Juvarra, il Convegno sul tema Insieme per la casa comune promosso dalle delegazioni regionali Meic di Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia e Liguria.

Il Convegno, al quale ha partecipato anche una rappresentanza del Meic di Bergamo, ha costituito un momento di ampia collaborazione tra i gruppi Meic delle regioni del Nord-Ovest, e ha preso il via dall'esigenza di riflettere sui temi della tutela ambientale, della costruzione della "casa comune" e dell'accoglienza, a partire dalla lettura dell'Enciclica Laudato si'.

Dopo il saluto del Sindaco di Vercelli, i lavori sono stati aperti da Mino Vittone, delegato regionale del Meic del Piemonte e presidente del Meic di Vercelli.

Stefano Biancu, teologo e filosofo morale, presidente del Meic di Milano, ha introdotto i lavori e ha posto l'attenzione sulla questione ambientale, muovendo dalla Laudato si' e approfondendo le implicazioni di un documento così rivoluzionario per la vita dei singoli, delle famiglie, delle comunità territoriali e della società nel suo complesso.

Si è svolta quindi la prima sessione sul tema L'ambiente: casa comune da conoscere, progettare, custodire. Il tema si è articolato sulle modalità del "conoscere, progettare, costruire" la casa comune, illustrate rispettivamente da Guido Viale, ricercatore e saggista, esperto in tematiche ambientali; Paolo Pileri, docente di Progettazione urbanistica al Politecnico di Milano; Piermario Ferrari, teologo - docente presso l'Istituto di Scienze Ecumeniche di Venezia.

Pur muovendo da diversi approcci e punti di vista, le loro riflessioni hanno evidenziato l'esigenza di riportare il rapporto dell'uomo con l'ambiente e con le altre forme viventi (che non sono al suo esclusivo "servizio") a una condizione più armonica, rispettosa di tutta la biosfera. Solo un'ecologia integrale, assunta come stile di vita, sguardo sul mondo e criterio di orientamento delle scelte politiche, ha la forza di riportare nel giusto alveo il ruolo dell'uomo e il suo rapporto con ciò che lo circonda, che non è "suo" ma che al contrario chiama l'uomo al compito e al dovere di custodire e valorizzare il creato. Per giungere a una vera ecologia integrale è necessario assumere come propria una visione dell'ambiente che non accetti il compromesso utilitarista che già in partenza è falsato a sfavore dell'ecosistema.

Nel pomeriggio Beppe Elia, ingegnere ambientale e presidente nazionale del Meic, ha svolto la relazione sul tema Il Meic per la casa comune. Facendo da cerniera tra i due approcci al tema del convegno - ambientale e socio-culturale - egli ha indicato al Movimento la strada da percorrere per riverberare nella comunità civile e nel dibattito culturale la forte sollecitazione di Papa Francesco intorno a queste urgenze, impegnando tutti i gruppi locali a farsene carico.

Ha quindi portato il suo saluto Mons. Marco Arnolfo, Vescovo di Vercelli.

E' seguita la seconda sessione dei lavori sul tema Una sola società, tanti popoli e culture: costruire, arredare, abitare la casa comune, coordinati da Gian Luigi Bulsei, sociologo presso l'Università del Piemonte Orientale.

Maurizio Ambrosini, docente di Sociologia dei processi migratori presso l'Università Statale di Milano, ha fornito un quadro obiettivo della presenza di persone straniere nel nostro Paese, spesso oggetto di valutazioni "da bar sport" che, senza avere un fondamento di realtà, influenzano l'opinione pubblica, incluse spesso le comunità cristiane, e le scelte sociali e politiche.

Giuliana Galli, suora di San Giuseppe B. Cottolengo, già componente del Consiglio generale della Compagnia di S.Paolo di Torino, ha sottolineato invece come il compito di "arredare" la casa comune non possa ridursi a un suo sterile "imbellettamento", affiancando - senza la fatica di costruire insieme un disegno complessivo -, antichi "mobili e suppellettili" alle nuove istanze; e ha evidenziato che la compresenza in un unico contesto sociale di tante tradizioni e culture richiede invece di affrontare tale compito a partire dalle fondamenta.

Il ventaglio delle relazioni proposte nel convegno è stato concluso dalla testimonianza di Hassan Mahadoud, esponente della comunità musulmana vercellese, che, ripercorrendo la propria esperienza umana, ha messo in luce episodi e incontri personali che hanno consentito, a lui e a tante altre persone giunte negli ultimi anni nel nostro Paese, di sentirsi non solo "abitanti" di una casa già costruita e arredata da chi già c'era, ma di esercitare a pieno titolo il proprio ruolo di "nuovi cittadini".

I lavori sono stati conclusi da Giorgio Bailo, delegato regionale del Meic della Liguria, e da Michele Lucchesi, coordinatore della redazione di "Coscienza".